ESSE DI RAVEO: il burroso biscotto più famoso della Carnia

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ESSE DI RAVEO: il burroso biscotto più famoso della Carnia
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ESSE DI RAVEO: il burroso biscotto più famoso della Carnia

Lassù, tra aspre montagne e boschi che profumano di legna e di silenzio, c’è un paesino dove da oltre un secolo si sfornano piccole e burrose bontà a forma di “S”.

Benvenuti in Carnia, benvenuti a Raveo patria delle Esse di Raveo.

All’inizio degli anni ‘20 del secolo scorso negli sperduti paesini della Carnia, c’erano dei punti di aggregazione ben precisi: l’osteria, la latteria e il panificio.

Questa è la storia di un piccolo panificio divenuto famoso in tutto il Friuli e per tutti i friulani sparsi nel mondo.

All’epoca il panettiere di Raveo era tale Emilio Bonanni. Il signor Bonanni decise di dare un tocco personale ai suoi prodotti preparando un biscotto semplice, adatto a varie occasioni ma con ingredienti di alta qualità: farina, zucchero, burro, uova, vaniglia, sale e il bicarbonato d’ammonio come agente lievitante.

Il biscotto doveva essere buono e friabile.

Per semplicità, visto che i biscotti venivano realizzati uno alla volta a mano, il signor Bonanni pensò di torcere le estremità dando loro la caratteristica forma a “S”. Così i biscotti vennero battezzati Esse, perché i carnici sanno essere persone dirette e lineari.

Qualcuno sostiene che la forma a “S” sarebbe stata creata perché doveva ricordare le numerose curve che si devono affrontare sulla strada per raggiungere Raveo.

Una forma suggestiva insomma!

Le Esse di Raveo ebbero un successo pressoché immediato: un biscotto profumato e burroso proprio come le aveva immaginate il sig. Emilio.

La produzione di biscotti continuò negli anni e la domanda delle Esse, ormai conosciute in tutto il Friuli, non smetteva di crescere. I biscotti erano richiesti nelle botteghe, nei ristoranti e nelle trattorie.

La loro popolarità aumentava giorno dopo giorno.

Il vero e proprio boom arrivò però negli anni ‘70, quando Aldo figlio di Emilio, decise di potenziare la produzione creando un laboratorio dove si preparavano unicamente Esse di Raveo e con la medesima ricetta creata da Emilio negli anni ‘20.

Sembra che, grazie a un pacchetto di Esse portato in dono da una ragazza di Raveo a sua Santità Giovanni Paolo II, il biscotto carnico venne talmente apprezzato dal Papa che da quella volta periodicamente ne ordinava alcune confezioni.

Le Esse di Raveo vengono prodotte tutt’oggi in maniera artigianale, sempre fedeli alla ricetta originale; sono facilmente riconoscibili dal pacchetto avvolto nella carta rossa o dalla scatola trasparente rotonda.

Di certo sono un biscotto divenuto un simbolo della tradizione carnica, che da un lato ricordano le merende a casa della nonna e dall’altro rappresentano un secolo di artigianalità friulana.


Le storie di cucina sono infinite, così come i suoi protagonisti. Manca il Sale, è un podcast originale di Annalisa Sandri. La voce della sigla è di Vittorio, la produzione e il sound design di Michael Hammer. Tutte le puntate di MANCA IL SALE, le puoi ascoltare su udinepodcast.it.

MANCA IL SALE lo puoi ascoltare su Amazon Music, Spotify, YouTube Music e Apple Podcast.

Autore

  • Mi chiamo Annalisa e amo cucinare.
    Se è vero che è l’amore a far girare il mondo, nel mio caso è stato per amore che ho imparato a spadellare ed è per amore e con amore che spadello ogni giorno.
    Devo ringraziare chi, proprio con amore (e con tanta pazienza!), assaggia le mie preparazioni, elogiando o criticando a seconda del risultato. Ed è la stessa persona che mi ha spinta a creare questo blog!
    Confesso che non ero in grado di cucinare nemmeno una pastasciutta (il risultato era una di queste opzioni: o scotta, o cruda, o insipida o… una salina!) e mi sono avvicinata ad un mondo di sapori, profumi e colori che mi ha conquistata.
    Ho iniziato da “grande”, frequentando nel 2003 un “corso base” di cucina, e da allora non mi sono più fermata. Ho frequentato decine di corsi di cucina… imparando a preparare un’infinità di piatti.
    Devo dire che tutto ciò che è “culinaria” mi affascina: libri e film sull’argomento, ristoranti e trattorie, preparati e composti, vini e pozioni… qualsiasi cosa purché entri nel mio mondo preferito. Non mi considero una cuoca, né ho velleità di esserlo! Prendo spunti, rielaboro, riassemblo e… quando cucino non mi accorgo del tempo che passa, non ho più pensieri né preoccupazioni, perché lo stare davanti ai fornelli è per me totale e puro relax!

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