Alessia Rampino, la leader sensibile dalla forza generativa.
È una donna radicata come la terra dopo la pioggia, capace di custodire e far fiorire ciò che ama. La sua calma non è quiete, ma forza che matura nel silenzio. Sensuale, affidabile, tenace, vive i sentimenti con dedizione e presenza. Ama le cose vere: il contatto, la bellezza, la stabilità — tutto ciò che profuma di casa e non mente mai.
Alessia Rampino; lei, rappresenta la terza generazione a capo della Coram. Cosa significa?
Rappresentare la terza generazione per me è un onore, ma anche una grande responsabilità. Sono felice di essere riuscita a portare avanti i valori che la nostra famiglia aveva costruito e sono contenta anche di essere riuscita a generare del nuovo valore. Oggi sento una grande responsabilità che è quella di leggere bene gli scenari futuri, così da permettere al nostro gruppo di continuare a crescere. Io e i miei fratelli, e anche mio marito, stiamo cercando di farlo senza perdere quei valori che ci contraddistinguono, che per noi sono la centralità della persona, la correttezza, la qualità e lo spirito di servizio.
Da biologa, a imprenditrice. In che modo ha costruito la sua carriera?
La mia carriera l’ho costruita rimboccandomi le maniche in ogni reparto dell’azienda, perché come funziona un’organizzazione dall’interno è stato ciò che poi mi ha fatto innamorare di tutto questo lavoro. Parallelamente, io ho sempre avuto una naturale attenzione verso le persone e quindi questo mi ha portato a costruire una rete basata sul dialogo, sulla crescita professionale e sulla collaborazione. Ho studiato tanto, mi sono formata in molti ambiti e poi negli ultimi anni mi sono preparata anche per diventare un bravo manager e ho fatto un master EMBA, un executive MBA a Udine, e quindi questo mi ha permesso di crescere molto.
Sanità, formazione e innovazione digitale; Come dialogano questi mondi nella sua visione d’impresa?
La sanità è un settore complesso. Per stare al passo bisogna studiare, aggiornarsi e soprattutto fare in modo che i lavoratori possano crescere tutti insieme preparandosi su questi argomenti. E poi c’è l’innovazione digitale, che per noi è stata una leva fondamentale. È diventato un vero vantaggio competitivo perché ci ha permesso di crescere rapidamente e in modo organizzato.
Per lei il benessere dei lavoratori è molto importante. Come lo traduce nella quotidianità?
Negli anni ho cercato di trasmettere questa attenzione attivando iniziative concrete. Recentemente abbiamo attivato un corso di mindfulness che permette ai lavoratori di avere gli strumenti per gestire meglio la propria quotidianità. Abbiamo introdotto lo smart working e stiamo lavorando per migliorare l’equilibrio vita-lavoro. La vera sfida, però, è il fatto di trovare un giusto compromesso, far star bene le persone garantendo al tempo spesso un servizio efficiente e di qualità agli utenti e alle aziende. Ed è la sfida più importante.
Figlia, moglie e madre; la famiglia è un punto centrale?
La mia famiglia è la mia priorità. Tutto il tempo che non dedico al mio lavoro, lo dedico a mio marito e ai miei figli. Noi, all’interno della nostra famiglia, abbiamo un concetto di famiglia un po’ più alla meridionale. E quindi io ritengo che la famiglia sia sostegno, forza e presenza. A volte la nostra famiglia può sembrare ingombrante, però quando non ce l’hai ti manca.
Cosa trasforma, una ragazza timida e sensibile, a diventare una delle 100 donne di Forbes?
Da ragazza, la mia timidezza e la mia emotività hanno sempre rappresentato un limite perché mi impedivano di esprimermi e questo mi faceva arrabbiare molto. Ma sono stata fortunata perché ho incontrato sul mio percorso tante persone che mi hanno aiutata, mi hanno fatto crescere sia nella vita privata che nella vita professionale. Mio marito è stato fondamentale, ha saputo sostenermi, capirmi e spronarmi.
Lei crede nelle Start Up. Mecenatismo, o visione?
Io amo molto le startup, infatti faccio parte di un’associazione che si chiama Unicorn Trainers Club di Udine. Credo che le startup portino nuove idee, ci obblighino da un certo punto di vista a evolvere e ci fanno vedere il futuro prima che arrivi. Per questo le sostengo e in alcuni casi ho anche deciso di investire personalmente perché credevo veramente nei progetti che stavo ascoltando.
Mi proietti nel futuro. Cosa c’è scritto nel quaderno dei suoi desideri?
Nel mio quaderno c’è sempre stato un sogno: far crescere la nostra azienda fino a farla diventare un piccolo ospedale di eccellenza. Il futuro sarà pieno di cambiamenti e dovremmo essere pronti a evolvere. Ma per me quello che conta è riuscire ad evolvere continuando a rappresentare i valori che mi hanno insegnato i miei genitori.
UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.
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