Amira, l’elegante voce della house music!

Ascolta
DiscoSauro
DiscoSauro
Amira, l'elegante voce della house music!
Loading
/

Questo podcast è dedicato ad Amira, l’elegante voce della house music!

What is love (1997)

Nel firmamento della dance music britannica, nel momento in cui la UK garage stava ridefinendo l’equilibrio tra anima soul ed elettronica urbana, emerge una voce che non aveva bisogno di espedienti stilistici per farsi ricordare: Amira Rasheed, conosciuta semplicemente come Amira. Non era solo una cantante dance. Era una presenza. Una voce capace di muoversi con naturalezza tra malinconia e desiderio, tra vulnerabilità e forza, restando sempre autentica, mai sopra le righe.

Getaway (1996)

Amira non si imponeva con virtuosismi o teatralità. La sua forza stava nell’essenziale. Nel modo in cui riusciva a rendere intimo anche il dancefloor più affollato. Quando canta “My Desire”, non sembra interpretare una traccia da club: sembra raccontare un bisogno reale, una tensione emotiva che pulsa sotto il ritmo. È questa verità, più ancora della produzione, a trasformare il brano in qualcosa di memorabile.

My Desire (1997)

“My Desire” nasce come traccia house, ma diventa un classico quando incontra l’energia della garage music. La sua voce attraversa il beat sincopato senza esserne travolta. Rimane centrale, riconoscibile, umana. È proprio questa capacità di restare sé stessa, dentro un contesto sonoro in evoluzione, a rendere il brano un inno generazionale. Non è il remìx a fare la magia: è la voce che tiene tutto insieme.

Il successo non è solo questione di classifiche — pur importanti — ma di permanenza emotiva. “My Desire” torna più volte nelle rotazioni, riappare nei set, viene ripescata dai DJ come un segnale di appartenenza a un’epoca. Non è una hit usa e getta: è una traccia che vive, che riaffiora, che continua a dialogare con chi la ascolta. La sua voce resta lì, sospesa tra nostalgia e presente.

Walk (1996)

Amira aveva già dimostrato una sensibilità particolare con “Walk”, pubblicata poco tempo prima, che raccontava la stessa attitudine: eleganza, controllo, misura. Amira non rincorreva la moda. Non gridava per farsi sentire. Cantava come se stesse parlando a qualcuno, non a una massa indistinta. E forse è proprio questo che l’ha resa amata dai club, dai DJ, da chi cercava sostanza oltre il volume.

Why Is It Wrong To Love You (2000)

L’eredità di Amira non si misura nella quantità di pubblicazioni, ma nell’intensità di un momento. In quella stagione in cui la UK garage dimostrava che si poteva essere sofisticati senza perdere fisicità, profondi senza diventare elitari. La sua voce — elegante, calda, diretta — resta uno dei simboli di quell’equilibrio raro tra anima e groove.

I Think Of You (2013)

Questo pòdcast dedicato ad Amira, l’elegante voce della house music, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del DISCOSAURO, scarica l’applicazione gratuita IN MY RADIO, per Apple o Andròid.


Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

    Visualizza tutti gli articoli