Barbara Tucker, la sacerdotessa della House Music

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Barbara Tucker, la sacerdotessa della House Music
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Questo pòdcast è dedicato a Barbara Tucker, la sacerdotessa della House Music.

Hot Shot (1996)

Nel firmamento della house music mondiale, dove le voci si elevano come preghiere moderne e i dancefloor diventano cattedrali di liberazione collettiva, una figura brilla con un’intensità che trascende la semplice eccellenza tecnica: Barbara Tucker. Con sei hit al numero uno nella classifica US Hot Dance Club Songs tra gli anni Novanta e Duemila, Tucker ha incarnato l’essenza di una generazione che ha trovato nella musica un luogo sacro di appartenenza, corpo e spirito che danzano insieme nello stesso battito.

Give me something (2003)

La sua genesi artistica affonda le radici in una famiglia dove la musica era un linguaggio quotidiano: cresciuta a Brooklyn, Barbara inizia a cantare con il padre. Ma il suo talento si esprime su più palcoscenici: attrice e coreografa, si esibisce in produzioni off-Broadway e riceve il premio dall’American Theater come attrice più promettente. Cura coreografie e danza per C&C Music Factory, Soul System, Jay Williams e Deee-Lite, dimostrando una versatilità rara. Eppure, come ama ricordare lei stessa, la musica non era nei suoi piani. Ma la vita, come il ritmo, segue strade imprevedibili.

Stay Together (1995)

In una notte qualunque di New York City, mentre David Morales suona So In Love With You di Janet Jackson, il beat cambia, la pista vibra, e la house prende il controllo del corpo e dell’anima. È in quell’istante che nasce la Barbara Tucker che il mondo avrebbe imparato ad amare. Da allora, la musica non sarà più solo un mestiere, ma una missione spirituale.

Most Precious Love (2004)

Nei primi anni Novanta arriva la consacrazione, con una collaborazione destinata a segnare per sempre la storia della house soulful: i Masters at Work. Con Louie Vega e Kenny “Dope” Gonzalez, avviene la fusione perfetta di gospel, soul e house, intrecciati nella sua voce potente e luminosa. Barbara diventa il simbolo della house come esperienza spirituale collettiva.

Everybody Dance (1998)

Nel 2016, Billboard la inserisce tra le 100 artiste dance più importanti di tutti i tempi. Ma il suo trono non si misura in numeri, bensì nella fedeltà di un pubblico che la segue ovunque, da New York a Ibiza, dove è l’unica artista ad aver avuto una residenza annuale fissa nella mecca europea del clubbing. Collabora con David Guetta e Blaze, attraversando generazioni e stili con la grazia di chi non ha mai smesso di cercare la verità nel suono. La sua voce rimane, oggi come allora, un faro per DJ, producer e anime danzanti di ogni latitudine.

Beautiful People (1994)

L’eredità di Barbara Tucker va oltre le classifiche e i palcoscenici. È la spiritualizzazione del dancefloor, la trasformazione della musica da intrattenimento a strumento di elevazione collettiva. In un mondo che spesso confonde successo e fede, Barbara Tucker resta una voce di luce, una testimone dell’anima. Non è soltanto la regina della house music: è la sua sacerdotessa. Una donna che ha trasformato il canto in preghiera, il ritmo in comunione, la pista da ballo in luogo di grazia. La sua voce ci ricorda che il dancefloor può essere un tempio, e che ogni beat può contenere, in sé, la possibilità della redenzione.

It’s Alright (2004)

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Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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