BISCOTTI GARIBALDI: gli amatissimi biscotti inglesi dedicati all’eroe dei due mondi

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BISCOTTI GARIBALDI: gli amatissimi biscotti inglesi dedicati all’eroe dei due mondi
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BISCOTTI GARIBALDI: gli amatissimi biscotti inglesi dedicati all’eroe dei due mondi.

Nel mese di aprile del 2025, il Re Carlo III unitamente alla consorte Camilla venne in visita in Italia e tenne un discorso in Parlamento parlando, anche in italiano fluente, davanti alle Camere riunite. Durante questo discorso il Re citò due illustri italiani: Dante Alighieri e Giuseppe Garibaldi.

Nel parlare dell’eroe dei due mondi, l’ex Principe del Galles ora Re d’Inghilterra pronunciò le seguenti parole: “ Quando Garibaldi venne nel nostro Paese, il popolo fu contagiato dalla Garibaldi-mania: fu creato addirittura un biscotto in suo nome, il massimo segno di stima britannica.”

Come?? Cosa?? Biscotti?? Garibaldi?? Cioè: in Inghilterra ci sono i biscotti Garibaldi? Ma che storia è questa?

Ebbene, adesso vi racconto questa storia.

Il 3 aprile del 1864 Giuseppe Garibaldi sbarca al porto di Southampton in Inghilterra.

Quando l’eroe italiano giunge a toccare il suolo britannico è ormai trascorso qualche anno dall’ardimentosa impresa dello sbarco dei 1000 a Marsala e dalla terribile battaglia dell’Aspromonte -quella in cui venne ferito alla gamba-. Eppure ad accogliere il Generale c’è una folla festante che rende tributo e omaggio.

Garibaldi infatti era molto amato dagli inglesi e per ben due volte, nel 1847 e nel 1854, era già stato in Inghilterra riscuotendo sempre un discreto successo, complice anche il suo fascino di condottiero sprezzante del pericolo.

In occasione della visita del 1864, il pasticcere John Carr proprietario del biscottificio Peek Freans di Bermondsey, un piccolo sobborgo di Londra, ideò i Garibaldi Biscuits.

Si tratta di semplici biscotti di pasta frolla che devono il loro nome e il loro successo alla fama che in quel periodo godeva il celebre generale italiano.

Ma esattamente come sono fatti i biscotti Garibaldi?

Si tratta di un biscotto rettangolare composto da due strati di pasta frolla che racchiudono uno strato di frutta secca, per l’esattezza di uvetta sultanina. E, come riportano alcune biografie, di uvetta Garibaldi era molto ghiotto.

Da allora questo biscotto, che si adatta perfettamente al tea time, non ha mai smesso di essere prodotto Oltremanica tanto che lo si trova facilmente anche nella grande distribuzione, oltre che nelle pasticcerie del regno.

Con il loro proverbiale humor, gli inglesi hanno ribattezzato i biscotti Garibaldi: squashed fly biscuits -cioè biscotti con le mosche schiacciate- e ciò a causa del loro aspetto.

A dispetto però di questo nome poco invitante, da oltre 150 anni gli inglesi continuano a preparar e, soprattutto, a mangiare i biscotti Garibaldi.

E in Italia? In Italia non li conosce praticamente nessuno: non solo nemo propheta in patria ma talvolta anche nemo biscotto.


Le storie di cucina sono infinite, così come i suoi protagonisti. Manca il Sale, è un podcast originale di Annalisa Sandri. La voce della sigla è di Vittorio, la produzione e il sound design di Michael Hammer. Tutte le puntate di MANCA IL SALE, le puoi ascoltare su udinepodcast.it.

MANCA IL SALE lo puoi ascoltare su Amazon Music, Spotify, YouTube Music e Apple Podcast.

Autore

  • Mi chiamo Annalisa e amo cucinare.
    Se è vero che è l’amore a far girare il mondo, nel mio caso è stato per amore che ho imparato a spadellare ed è per amore e con amore che spadello ogni giorno.
    Devo ringraziare chi, proprio con amore (e con tanta pazienza!), assaggia le mie preparazioni, elogiando o criticando a seconda del risultato. Ed è la stessa persona che mi ha spinta a creare questo blog!
    Confesso che non ero in grado di cucinare nemmeno una pastasciutta (il risultato era una di queste opzioni: o scotta, o cruda, o insipida o… una salina!) e mi sono avvicinata ad un mondo di sapori, profumi e colori che mi ha conquistata.
    Ho iniziato da “grande”, frequentando nel 2003 un “corso base” di cucina, e da allora non mi sono più fermata. Ho frequentato decine di corsi di cucina… imparando a preparare un’infinità di piatti.
    Devo dire che tutto ciò che è “culinaria” mi affascina: libri e film sull’argomento, ristoranti e trattorie, preparati e composti, vini e pozioni… qualsiasi cosa purché entri nel mio mondo preferito. Non mi considero una cuoca, né ho velleità di esserlo! Prendo spunti, rielaboro, riassemblo e… quando cucino non mi accorgo del tempo che passa, non ho più pensieri né preoccupazioni, perché lo stare davanti ai fornelli è per me totale e puro relax!

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