Questo pòdcast è dedicato a Frankie Knuckles l’iconico padre della House Music.
Your love (1989)
Nel pantheon della musica dance mondiale, una figura si erge con l’autorità di chi non ha semplicemente seguito la storia, ma l’ha scritta con le proprie mani: Frankie Knuckles, pseudonimo di Francis Nicholls, nato a New York nel 1955 e scomparso a Chicago nel marzo 2014. Universalmente riconosciuto come The Godfather of House Music, Knuckles non ha soltanto inventato un suono: ha generato un linguaggio destinato a ridefinire per sempre il concetto stesso di cultura clubbing. Se per il blues o il rock & roll le origini restano incerte, per la house music il suo nome spicca sopra ogni altro.
The whistle song (1991)
La sua formazione affonda nella New York dei primi anni Settanta, quando la disco nasceva come fenomeno culturale. Knuckles inizia a suonare nel 1972 ai Continental Baths, insieme all’amico Larry Levan, che diventerà la leggenda del Paradise Garage. Insieme introdussero, per primi, una pratica destinata a rivoluzionare la musica da club: il mixaggio continuo. Far scorrere un disco dietro l’altro, senza interruzioni, creando un flusso sonoro ininterrotto. Un gesto oggi scontato, ma allora rivoluzionario: il DJ non era più un selezionatore, diventava un narratore del ritmo.
WorkOut (1992)
Il momento decisivo arriva nel 1977. A Chicago sta per aprire un nuovo club: il Warehouse. Quando a Larry Levan viene proposto di trasferirsi per dirigere la selezione musicale, lui rifiuta e suggerisce un nome: Frankie Knuckles. In un edificio stretto e lungo, al duecentosei di South Jefferson Street, Knuckles inizia a forgiare un suono unico. Non suona la disco patinata di Donna Summer: scava più a fondo, mescola soul di Philadelphia, gospel, frammenti rock, e persino registrazioni dei discorsi di Martin Luther King. Quel miscuglio potente e spirituale sarebbe stato poi etichettato dai negozi di dischi locali come “House Music”, abbreviazione di “Warehouse Music”.
Where Love Lives (1990)
L’impatto fu immediato. Le notti del Warehouse diventarono leggenda. Il club, nato per un pubblico gay nero e latino, attirava presto una folla mista, bianca, etero e di curiosi. Tutti i futuri pionieri della house — Farley Funk, Marshall Jefferson, Steve Hurley — trovarono lì la loro rivelazione. Persino Derrick May, futuro inventore della techno di Detroit, rimase così folgorato da vendergli la sua drum machine: un piccolo gesto che avrebbe cambiato la storia della musica elettronica. Nel 1983, Frankie apre il suo club personale: il Power Plant, poi ribattezzato Power House. È il laboratorio dove la Chicago House prende piena forma. Da lì nascono produzioni diventate pietre miliari come The Whistle Song, Rainfalls e Workout.
Rain Falls (1991)
La house nacque lì, tra quelle mura, da un battito condiviso. Un ritmo che univa disco, soul, punk e persino rock, cancellando confini di razza, genere e identità. Frankie Knuckles non fu soltanto un DJ o un produttore: fu un profeta del suono, un architetto di spazi di libertà dove le comunità nere, latine e LGBTQ+ potevano essere sé stesse, senza paura né vergogna. Quando se ne andò nel 2014, lasciò dietro di sé molto più di un genere musicale. Lasciò una filosofia di vita, basata sull’amore, sull’inclusione e sul potere trasformativo del ritmo condiviso.
Tears (1989)
Questo pòdcast dedicato a Frankie Knuckles l’iconico padre della House Music, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del DISCOSAURO, scarica l’applicazione gratuita IN MY RADIO, per Apple o Andròid.
Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.



