La versatilità artistica di Roger Sanchez

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La versatilità artistica di Roger Sanchez
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Questo pòdcast è dedicato alla versatilità artistica di Roger Sanchez.

Spirit lift you up (1994)

Nel firmamento della house music mondiale, dove l’autenticità spesso si scontra con le pressioni del successo commerciale e la creatività rischia di trasformarsi in formula, emerge una figura che ha saputo preservare intatta la purezza della propria vocazione artistica: Roger Sanchez. Pioniere e visionario, ha costruito un impero culturale chiamato “Release Yourself”. Nato inizialmente come un singolo destinato ai club, è cresciuto fino a diventare un fenomeno globale. Più che un marchio, è una dichiarazione di intenti, l’espressione di una convinzione profonda.

Get Hi (1995)

La sua genesi artistica affonda le radici in un’epoca in cui tutto doveva ancora essere definito. I suoi primi set erano un amalgama di suoni: dischi provenienti da Chicago, primi esperimenti hip hop, break estratti da funk, soul e disco, tagliati e scratchati senza regole fisse. Nato e cresciuto nel Queens, Sanchez frequenta la School of Art and Design di Manhattan insieme a figure chiave della cultura hip hop. Immerso nella scena dei graffiti e del breakdance dei primi anni Ottanta, inizia a fare il DJ all’età di tredici anni, vivendo un’educazione artistica totale in cui musica, danza e strada diventano parti di un’unica narrazione di identità e resistenza.

Livin’ 4 the Underground (1995)

Il momento decisivo arriva quando è chiamato a scegliere tra sicurezza e vocazione. Mentre studia architettura al Pratt Institute, la passione per la musica prende il sopravvento, portandolo ad abbandonare gli studi per dedicarsi al mixer a tempo pieno. Per sostenersi, vende mixtape per le strade di Broadway, dimostrando fin da subito uno spiccato spirito imprenditoriale. È il padre, con una conversazione franca e decisiva, a incoraggiarlo a seguire definitivamente la musica. Quella benedizione rappresenta un raro momento di grazia: il riconoscimento che la vera stabilità non risiede nella sicurezza convenzionale, ma nella fedeltà alla propria natura.

I Need You (1992)

La filosofia artistica di Sanchez si fonda su una consapevolezza essenziale: «L’unica cosa che possediamo davvero è il nostro tempo, e il modo in cui lo usiamo determina la qualità della nostra vita». Questo principio guida il suo approccio al lavoro creativo. Sanchez diventa un instancabile cercatore di dischi, alla ricerca di break e sample nascosti nei negozi storici di New York come Rock and Soul e Vinylmania. Ma riconosce anche il rischio che ogni artista affronta: quando la produttività soffoca la creatività. «È quando smetti di divertirti che diventa solo un lavoro». La sua risposta è una disciplina emotiva precisa: mantenere la professionalità di un mestiere senza perdere la leggerezza del gioco, ignorando il giudizio altrui per restare fedeli alla propria espressione.

Another Chance (2001)

Il suo rapporto con la tecnologia riflette un raro equilibrio tra innovazione e radici. Per Sanchez, gli strumenti rappresentano vere e proprie estensioni del pensiero creativo, capaci di essere reinterpretate all’infinito. Oggi, dove un tempo servivano casse di vinili, porta con sé un’intera vita musicale su una piccola chiavetta USB. Eppure, nulla ha mai sostituito il suo amore per il club. Un ambiente che richiama lo spirito del Loft di David Mancuso, dove la musica non era spettacolo, ma rito comunitario e trascendenza condivisa.

Release Yo’ Self (2002)

L’eredità di Roger Sanchez va ben oltre i numeri per affermarsi come esempio di integrità artistica. I veri appassionati guardano a figure come Sanchez per mantenere viva l’onestà della house music, al di là delle mode. “Release Yourself” non è soltanto il titolo di uno show o di una serata: è un invito permanente, una promessa che prende forma ogni volta che il beat incontra l’anima giusta. In quel momento, la musica smette di essere suono e diventa possibilità: di liberazione, di connessione, di autentica presenza.

You can’t change me (2001)

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Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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