Underworld: Un viaggio sonoro nell’anima dell’elettronica!

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Underworld: Un viaggio sonoro nell’anima dell’elettronica!
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Questo pòdcast è dedicato al viaggio sonoro nell’anima elettronica degli Underworld.

Pearl’s Girl (1996)

Nel firmamento della musica elettronica mondiale, dove troppo spesso la tecnologia diventa fine a se stessa e il beat oscura la narrazione, emerge una formazione che ha saputo trasformare la dance music in letteratura sonora: gli Underworld. Gruppo britannico fondato da Karl Hyde e Rick Smith, gli Underworld sono conosciuti per le loro composizioni atmosferiche e progressive, per i testi criptici e per performance dal vivo profondamente fisiche e mutevoli. Ma definirli semplicemente un “dance act” sarebbe riduttivo: Underworld rappresentano quella rara alchimia in cui il flusso di coscienza incontra il beat ipnotico, dove frammenti di conversazioni notturne rubate alla strada diventano liturgia elettronica.

Dinosaur Adventure 3D (2003)

La nascita del progetto avviene nel punto più basso, quando tutto sembrava perduto. Si percepivano come sconfitti, senza prospettive. Uno combatteva una battaglia interiore devastante; l’altro si logorava tra le pareti dello studio, giorno e notte, con l’angoscia concreta di non sapere come pagare l’affitto. Questa disperazione esistenziale diventa combustibile creativo quando Rick Smith inizia a esplorare lo studio come strumento totale, mentre Karl vaga per le strade notturne documentando frammenti di conversazioni destinate a diventare testi ellittici. L’incontro con il diciannovenne DJ Darren Emerson, facilitato dal cognato di Smith, diventa il catalizzatore di una rinascita artistica radicale.

Push Upstairs (2001)

La rivelazione filosofica arriva con la cultura rave che ridefinisce tutto. Hyde racconta che il primo movimento che avesse mai significato qualcosa per lui era stato il punk, ma che non aveva mantenuto le sue promesse, essendo stato rapidamente inglobato dall’industria. Il rave, invece, stava fuori: era una cultura realmente outsider, autonoma, non dipendente da strutture industriali. Questa scoperta libera Hyde e Smith da anni di tentativi falliti nel mercato mainstream e consente loro di essere finalmente autentici. Il loro concetto originario nasce dall’unione del dub giamaicano nero con l’elettronica tedesca, insieme alla fascinazione per i paesaggi sonori della musica da film.

Born Slippy (1995)

Il loro approccio alle performance dal vivo diventa un manifesto artistico. Tutto è suonato dal vivo, completamente improvvisato, e ogni concerto è diverso dal precedente. Tendono a non eseguire più di tre spettacoli consecutivi, perché anche l’improvvisazione, col tempo, rischia di diventare prevedibile. Il mixer è sul palco ed è trattato come uno strumento, collegato ai giradischi per fondere nastri preparati in precedenza con interventi in tempo reale. È la cultura del DJ che incontra l’esperienza di band, una fusione che rende ogni set un organismo vivo, in costante mutazione.

Bigmouth (1994)

La dimensione collaborativa e visiva raggiunge il suo apice quando Hyde e Smith, tornati a essere un duo dopo l’uscita di Emerson, vengono scelti come direttori musicali della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Londra del 2012. Un viaggio sonoro allucinato attraverso tre secoli di storia britannica, concepito principalmente da Rick Smith, con Hyde a fornire sostegno creativo e umano. Hyde racconta di essere rimasto profondamente colpito dai volontari incontrati durante le prove, una comunità solidale che gli ricordava racconti mitici dell’infanzia, persone comuni capaci di ricostruire e sostenersi a vicenda nei momenti più difficili.

King Of Snake (1999)

L’eredità degli Underworld trascende qualsiasi misura convenzionale di successo commerciale. A distanza di decenni, nel loro codice genetico permea tanto la musica elettronica quanto la cultura popolare. Ma la loro eredità più profonda risiede nell’aver dimostrato che la dance music può essere veicolo di complessità narrativa, che il beat non esclude la poesia, che la notte urbana — osservata, ascoltata, registrata — può diventare racconto, memoria e trascendenza collettiva. Underworld sono cronisti del margine, testimoni sonori di vite periferiche che, quando cala l’oscurità, trovano nel ritmo una forma di verità.

Two Months Off (2003)

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Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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