Questo pòdcast è dedicato al suono circolare di Francesco Farfa.
The Flame (2001)
L’origine di Francesco Farfa affonda le radici in una Toscana che, a metà degli anni Ottanta, fungeva da laboratorio silenzioso per una rivoluzione culturale destinata a travolgere l’Europa. Nato a Firenze, Farfa inizia il suo percorso nel 1984, a soli sedici anni, quando la figura del DJ era ancora confinata nell’ombra. In quella profonda provincia toscana, essere un DeeJay significava muoversi tra incomprensione e visione, tra il sospetto dei più e la devozione di pochi. Fin dagli esordi, Farfa si distingue per una sensibilità fuori dal comune, nutrita da funk, synth-pop e primi ritmi elettronici, ben prima che la house music entrasse nel linguaggio comune. Il soprannome “Farfalla”, poi abbreviato in Farfa, nasce da uno stile di mixaggio leggero e fluttuante, capace di attraversare i generi con grazia e imprevedibilità, anticipando una filosofia musicale fondata sulla libertà e sull’assenza di confini.
Touch (1999)
Il passaggio dalla sperimentazione giovanile alla consacrazione avviene nei primi anni Novanta con l’apertura dell’Insomnia di Ponsacco, inaugurato il 26 settembre 1992. All’interno di questo luogo destinato a diventare mitologico per il clubbing italiano, Farfa viene scelto come figura centrale del Divine Stage, la sala dedicata alla ricerca più avanzata. Qui il suo suono si cristallizza e contribuisce a definire il movimento progressive e techno-house italiano. L’Insomnia non è solo una discoteca, ma un centro di culto: ogni fine settimana migliaia di giovani convergono attratti da un’esperienza totale, sonora e sensoriale. In questo contesto, Farfa costruisce set lunghissimi e ipnotici, vere architetture emotive capaci di condurre la pista in uno stato di trance collettiva, tanto da attirare l’attenzione della stampa internazionale.
Just keep in your love (1992)
Ciò che rende Francesco Farfa una figura unica è anche la sua maestria tecnica, in particolare l’uso pionieristico di tre giradischi contemporaneamente. Questa scelta non risponde a un’esigenza spettacolare, ma a una visione precisa: la creazione del “suono circolare”. Le sue transizioni non sono tagli netti, ma sovrapposizioni lunghe e stratificate, in cui i brani convivono per minuti interi fino a generare nuove entità sonore. Il DJ set diventa così un flusso continuo, una narrazione senza soluzione di continuità, rigorosamente analogica, in cui ogni gesto sul vinile ha valore espressivo. Per Farfa, il giradischi non è uno strumento di riproduzione, ma un dispositivo narrativo, capace di trasformare la pista in un viaggio spirituale e subliminale.
Caligula (1993)
Dalla metà degli anni Novanta, il suo linguaggio valica i confini nazionali e trova una seconda patria artistica in Spagna. Parallelamente, consolida il suo ruolo a Ibiza, suonando nei locali simbolo dell’isola e condividendo la consòle con protagonisti assoluti della scena internazionale. Nel 2001 arriva anche il debutto negli Stati Uniti, culminato in una serata memorabile a New York al fianco di Danny Tenaglia. Ovunque si esibisca, Farfa riesce a instaurare una connessione profonda con il pubblico, dimostrando che il suo suono parla una lingua universale, capace di superare barriere culturali e geografiche.
Universal Love (2003)
La produzione discografica rappresenta l’estensione naturale di questa visione. Fin dai primi anni Novanta, Farfa traduce il suo immaginario in studio, dando vita a lavori che anticipano i tempi e rifiutano la forma della hit immediata. Con la fondazione dell’etichetta Audio Esperanto, istituzionalizza la sua filosofia: la musica come linguaggio universale, libero da etichette rigide. Brani come “Founding Magdalen” o “The Search” diventano punti di riferimento per la scena progressive e trance, grazie a una ricerca sonora maniacale e a una capacità rara di fondere elettronica, suggestioni colte e memoria musicale. Ogni produzione è concepita come un’opera che non si limita a far ballare, ma invita all’ascolto profondo e alla riflessione.
The Search (2000)
Negli anni più recenti, Francesco Farfa vive una fase di rigenerazione creativa che lo riporta al centro dell’underground contemporaneo. Con progetti indipendenti e nuove uscite, torna a esplorare la notte come spazio di memoria e visione, definendosi un “vagabondo insonne” che trova nell’oscurità la propria fonte di ispirazione. Oggi Farfa è riconosciuto come un maestro senza tempo, uno sciamano del suono capace di unire house, techno, e minimal, in set imprevedibili e intensi. La sua parabola artistica racconta la storia di un visionario che ha trasformato il DJ set in un rito, la musica in un atto di unione e la notte in un territorio di libertà assoluta, continuando a fluttuare sopra le mode come la farfalla da cui ha preso il nome.
Come up from the darkness (2014)
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Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.
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