Questo pòdcast è dedicato a Master Freez, il breaker diventato comunicatore.
Get Up On Your Feet (1992)
Nel panorama della cultura hip hop e dance italiana, dove le influenze americane incontravano le strade di Bologna e Milano negli anni Ottanta, emerge la figura di Master Freez. Il suo nome nasce dal passato di breaker all’inizio degli anni Ottanta. Non è un semplice pseudonimo artistico, ma una traccia biografica, una memoria fisica di un’epoca in cui i b-boy italiani traducevano il verbo newyorkese sui pavimenti delle periferie emiliane, quando il movimento del corpo e quello del vinile erano due espressioni della stessa rivoluzione culturale.
Listen To The Bass (1989)
La sua genesi artistica affonda le radici in una scena primordiale, quando tutto era ancora da inventare. Inizia a suonare come DeeJay nell’ottantasei e a produrre musica dal 1989, in un momento cruciale in cui l’hip hop italiano cercava una propria identità tra l’imitazione dei modelli statunitensi e il bisogno di trovare una voce autentica. La formazione da breaker diventa il fondamento del suo approccio musicale: comprendere il ritmo non solo con la mente, ma con il corpo; sentire il beat come una chiamata al movimento; riconoscere che ogni pausa, ogni break, ogni cambio di tempo è uno spazio potenziale per la danza.
Let The Music Move Me (1991)
Il suo percorso produttivo racconta un artista capace di muoversi con naturalezza tra generi e collaborazioni diverse. Ha pubblicato singoli distribuiti a livello internazionale, collaborando con Mozart in produzioni house-oriented, esplorando territori elettronici e lavorando anche con il rapper americano FAME. Questa versatilità non è opportunismo, ma fedeltà alle radici più autentiche dell’hip hop: una cultura nata dall’eclettismo del DeeJay, dalla capacità di attraversare funk, soul, disco e rock per costruire, attraverso il mixaggio, una narrazione sonora che supera i generi e diventa puro groove.
Don’t Want Cha (1990)
Il riconoscimento da parte dell’industria arriva con la firma per un album omonimo pubblicato da BMG Italia, ma in parallelo Master Freez sviluppa una forte presenza mediatica. Lavora in televisione e radio, conducendo programmi dedicati all’hip hop. Questa doppia identità di produttore e comunicatore culturale rivela un artista consapevole che l’hip hop non è solo musica, ma un ecosistema culturale completo che richiede divulgazione, educazione e costruzione di comunità. Attraverso radio e televisione diventa un mediatore, un traduttore di un linguaggio che negli anni Novanta era ancora percepito come marginale nel panorama mainstream italiano.
Welcome to my house (2005)
L’eredità di Master Freez trascende le produzioni e le classifiche per diventare testimonianza di un’epoca irripetibile: quella tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, quando l’hip hop italiano stava cercando la propria voce, quando i breaker si spostavano dietro ai piatti, quando essere DeeJay significava essere custodi di una cultura totale. Il suo percorso racconta una vocazione che non si esaurisce nel tempo, ma evolve senza tradire i propri principi: autenticità, dedizione, rispetto per la cultura e amore profondo per quel groove capace di muovere i corpi e liberare le menti.
Get Your Hands Up (2011)
Questo pòdcast dedicato Master Freez, il breaker diventato comunicatore, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del DISCOSAURO, scarica l’applicazione gratuita IN MY RADIO, per Apple o Andròid.
Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.
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