Tingersi di sé: l’arte tintoria incontra l’armocromia
Un tempo i colori nascevano dalla terra, dal bosco, dai fiori.
Ogni sfumatura era un dono della natura e del sapere umano: mani esperte, movimenti misurati, ascolto attento del linguaggio silenzioso di foglie e radici trasformavano la materia in bellezza.
Non esistevano cataloghi né codici Pantone. Solo piante, acqua, fuoco…
Nel silenzio delle case di campagna e nei laboratori artigianali friulani, la stoffa era immersa in tinozze fumanti, era accarezzata con infusi di corteccia, bacche e foglie.
Il nocciolo sussurrava un verde profondo, il mallo della noce lasciava una scia di marrone rosato, le bacche del sambuco esplodevano in un viola vibrante, mentre il guado, con sapiente pazienza, rivelava l’anima del blu.
Ogni pianta diventava una voce. Ogni colore, un’emozione.
Tingere non era solo una tecnica: era un rito, un dialogo intimo tra la persona e la natura, perché le tonalità non si sceglievano ma si rivelavano.
Oggi, in un mondo immerso nel digitale, nei ritmi frenetici del consumo e nell’uniformità dei gusti, il colore continua a parlarti. Ma lo fa con un linguaggio nuovo, quello dell’armocromia: non più sulla stoffa, ma sulla tua pelle. Non più nel colore dei tessuti, ma in quello del tuo volto.
Come dalla stessa pianta si possono estrarre tinte diverse, dalle foglie, dai fiori, dalla corteccia, così ogni dettaglio di te genera una tavolozza unica e irripetibile. La tua pelle, i tuoi occhi, i tuoi capelli: tutti insieme compongono un’armonia segreta che ti appartiene.
L’arte tintoria lo insegna da sempre: i colori nascono dalle stagioni. Ogni tempo porta con sé una tinta diversa, muta la sua temperatura, la sua intensità, la sua profondità.
E l’armocromia diventa allora un dialogo silenzioso con la natura.
Ti chiede: i tuoi colori a quale stagione appartengono?
Sono caldi e avvolgenti come le foglie d’autunno?
Oppure luminosi e vibranti come fiori accarezzati dal sole primaverile?
In questo episodio voglio farti riflettere su come il colore non sia solo estetica.
Può essere una chiave per entrare in contatto con te, con la tua storia, con ciò che ti rende unica.
Dalle erbe che tingevano le stoffe all’armocromia di oggi, il colore resta un ponte: tra fuori e dentro, tra natura e identità, tra memoria e trasformazione.
Ma cosa ti lega davvero a un colore?
Non è solo questione di gusto.
È la cultura che ti abita, i simboli che impari, il modo in cui le tonalità dialogano tra loro. È il contesto: un colore cambia se lo indossi, se lo respiri in uno spazio, se lo assapori.
I colori sono espressioni sottili della tua natura.
Perché l’armocromia è l’arte di tingerti dei tuoi colori.
Grazie per avermi ascoltato.
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Ti aspetto nel prossimo episodio di Radici in Stoffa.
Music by Michael Hammer with SUNO IA
Radici in Stoffa è un podcast originale di Silvia Cacitti, realizzato in collaborazione con il Museo Etnografico e il Patrocinio del Comune di Udine. Tutte le puntate di Radici in stoffa le puoi trovare su udinepodcast.it
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