Udine, illusioni politiche e alibi commerciali

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Udine, illusioni politiche e alibi commerciali
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Illusioni politiche e alibi commerciali

In certi momenti la città è piena. Le strade sono vive, le vetrine accese, e la gente passa.

Eppure, dietro quelle vetrine, le casse restano leggere.

È da questo scarto che nasce il conflitto. Tra chi governa la città e chi la vive lavorando.

Da una parte c’è l’idea che basti rendere una città attrattiva perché il commercio torni a funzionare.

Dall’altra c’è la convinzione che, se le vendite vanno male, qualcuno abbia sbagliato una regola, un parcheggio, o una tariffa.

Sono due illusioni diverse, ma figlie della stessa semplificazione.

La politica può fare molto. Può rendere una città accessibile, curata, attraversabile. Può riportare le persone negli spazi pubblici. Ma non può decidere cosa compriamo. E soprattutto non può decidere “se compriamo”.

La politica crea il contesto. Non crea il fatturato.

Pensare che le sorti del commercio dipendano dalle decisioni amministrative è rassicurante, perché sposta la responsabilità altrove. Ma oggi il legame tra presenza e consumo si è spezzato.

Le persone, escono, camminano, guardano; e poi tornano a casa. Non perché siano diventate peggiori, ma perché sono diventate più libere.

E qui entra in gioco l’altra illusione. Quella di chi pensa che riportare la gente in centro significhi automaticamente riportare i clienti. Come se fosse ancora scontato entrare in un negozio solo perché è lì da sempre.

Ma il commercio urbano oggi non compete più solo con il negozio accanto. Compete con lo schermo! Con il divano!! Con l’idea che tutto possa aspettare!!!

Il cliente non è più fedele. Non compra per abitudine. Non entra per dovere. Se entra, è perché trova un motivo. E questo è il nodo che spesso nessuno vuole guardare davvero.

Il problema non è chi ha ragione! Il problema è che continuiamo a chiedere all’altro ciò che non può dare!

La città non può garantire vendite, e il commercio non può sopravvivere chiedendo protezione, perché il modello è cambiato.

E non cambia con un evento in più o con una polemica in meno.

Quando la presenza non si trasforma in relazione; non diventa nemmeno acquisto.

Quando un luogo non riesce più a trattenere; non riesce neanche a vendere.

Non è più il tempo di chiederci come salvare il commercio com’era. È il tempo di capire che cosa può diventare oggi.

In una città che non compra più per riflesso, ma solo per scelta, la vitalità non passa necessariamente dall’acquisto.

Ma un negozio, non può vivere se nessuno trova più un motivo per entrarci; e quel motivo non lo decide la politica, lo decide chi ogni mattina, alza la serranda.

Io credo, che finché continuiamo a litigare sul contorno, il piatto del commercio a Udine, resterà vuoto!


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Autore

  • Michele Menegon

    Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla! A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 approdo a Radio Italia Network. Ideatore del programma radiofonico techno Master Quick, tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi, il più famoso dei quali è Barraca Destroy. Nel 1996 divento Direttore Artistico di Radio Italia Network e sono il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero passare attraverso i computer.

    Nel 2000 entro nella casa discografica Hit Mania come Direttore Generale, lanciando il fenomeno Lùnapop. Nel 2001 torno alla radio per seguire lo start-up del progetto Radio LifeGate.

    Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company, e in parallelo entro nel mondo del fitness, ottenendo diverse certificazioni: dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al Bose ecc. Dal 2008 sono Product Manager di Music Master, il software leader mondiale per la programmazione radio-televisiva.

    Nel 2011 costruisco con Alessandro Bellicini il progetto digitale di Golf Today, seguito poi dalle testate Amadeus e Sci. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore Publimaster per le testate Golf & Turismo e Sciare. Nel 2021 fondiamo 3Mind, con cui nasce il progetto Notizie Golf, che lascio nel 2022.

    Nel 2023 lancio il progetto Udine Podcast, con l’obiettivo di produrre podcast realizzati da udinesi. Il primo è Udinesi Dentro, ma oggi la piattaforma ospita anche: Manca il Sale di Annalisa Sandri, I racconti di So e Nanà di Nicoletta Agosto, DiscoSauro di Alessandro De Cillia, Radici in Stoffa di Silvia Cacitti, Spazio Comune, realizzato per l’azienda Chiurlo.

    Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un triathleta. Un cancro, nel 2019, avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto di oncologia di Udine sono ancora qui — con il mio tumore — a raccontare un’altra storia.

    Obiettivi futuri? Completare un Ironman prima dei 60 anni (portato a termine il 20 settembre 2025 a Cervia) e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare radio libera (in corso dal 24 ottobre 2025)!

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