Il trionfo silenzioso di CeCe Peniston

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Il trionfo silenzioso di CeCe Peniston
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Questo pòdcast è dedicato al trionfo silenzioso di CeCe Peniston.

Somebody Else’s Guy (1997)

Nel firmamento della house music mondiale, dove molte voci si accendono per una stagione per poi dissolversi nell’oblio, emerge una figura capace di trasformare la solitudine in poesia, la poesia in canzone e la canzone in uno degli anthem più immortali della cultura dance. CeCe Peniston, all’anagrafe Cecilia Veronica Peniston. La sua voce unisce la sfrontatezza della disco con la sincerità dell’R&B. Cresciuta in una famiglia militare, abituata a spostarsi spesso, trova presto rifugio nella musica e nel teatro. Quando la famiglia si trasferisce in Arizona, studia pianoforte e partecipa a musical e spettacoli teatrali. Un apprendistato artistico che le regala quella presenza scenica e quella duttilità vocale, capaci di abitarla con naturalezza al palcoscenico.

Keep On Walkin’ (1992)

Il suo percorso verso la musica attraversa territori inattesi. Prima ancora dei club e degli studi di registrazione arrivano passerelle e corone: viene eletta Miss Black Arizona nel 1989 e nel 1990. Un titolo che avrebbe potuto aprirle una carriera diversa nello spettacolo. Invece la sua strada passa dalle retrovie della musica, quando inizia a cantare come corista per altri artisti, tra cui la rapper Overweight Pooch. È un lavoro nell’ombra, ma sufficiente perché qualcuno riconosca la qualità straordinaria della sua voce. Il momento decisivo nasce però lontano da ogni palcoscenico: durante una lezione universitaria di chimica, scrive una poesia per raccontare la propria solitudine sentimentale. All’epoca si immagina cantante R&B e interprete di ballate, non certo protagonista della scena house. E proprio in questa distanza tra sogno e destino si nasconde la magia della sua storia.

I Like It (1991)

Quando i produttori Felipe Delgado e Rodney Jackson trasformano quella poesia in una traccia musicale, accade qualcosa di inatteso. Nel settembre del 1991 esce il singolo destinato a cambiare tutto. Il brano raggiunge la quinta posizione nella classifica Billboard Hot cento e la seconda posizione nella UK Singles Chart. Ma è nei club che la canzone trova la sua dimensione naturale: resta due settimane al numero uno della Billboard Dance Club Play Chart, diventando immediatamente un inno. Il remìx di David Morales, impreziosito dalla linea di pianoforte suonata da Eric Kupper, trasforma definitivamente il brano in un classico assoluto della club culture, la versione che ancora oggi riecheggia nei dancefloor di tutto il mondo.

Finally (1991)

Il successo travolge la giovane artista di Phoenix, che ancora non ha pienamente compreso cosa significhi avere un successo globale. Nel gennaio del 1992 arriva l’album di debutto Finally, uno dei lavori dance-soul più significativi del decennio. Le produzioni portano le firme di Steve Silk Hurley, Felipe Delgado, Rodney Jackson, David Morales e DeVante Swing. Nella tradizione di Stephanie Mills, Melba Moore e Donna Summer, il background teatrale di Peniston dona alla sua voce una grande elasticità espressiva. Può passare, con naturalezza, da brani house travolgenti a ballate soul profonde. Se tracce come We Got a Love Thang consolidano la sua presenza nei club, è Crazy Love a rivelare la profondità della sua anima vocale.

We Got A Love Thang (1992)

Il riconoscimento della sua grandezza arriva anche da contesti lontani dalla scena dance. Peniston canta per Aretha Franklin, si esibisce in Vaticano davanti a Papa Giovanni Paolo II, e prende parte alle cerimonie di inaugurazione del presidente Bill Clinton. Cantare alla festa di compleanno della Regina del Soul rappresenta uno dei momenti più intensi della sua carriera: un riconoscimento che supera le etichette di genere. Con il passare degli anni, riviste come Rolling Stone e Billboard inseriscono Finally tra i migliori brani dance e pop di tutti i tempi, consacrandolo definitivamente come classico senza età.

Keep givin’ me your love (1994)

L’eredità di CeCe Peniston va oltre il successo commerciale. Dopo il debutto d’oro pubblica altri due album più orientati al soul che, pur mostrando tutta la potenza della sua voce, non replicano lo stesso successo globale. Liberarsi della corona di diva della dance non è semplice. Eppure proprio questa tensione tra identità R&B e destino house rende la sua storia così affascinante. Una poesia scritta durante una lezione di chimica da una ragazza sola diventa un inno universale. Un canto dedicato a chi ha dovuto aspettare troppo a lungo il proprio momento. Perché a volte l’arte più potente nasce proprio dall’attesa, dalla pazienza di chi continua a scrivere versi nella notte, sperando che finalmente arrivi il giorno in cui tutto troverà il suo significato.

Eternal Lover (2004)

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Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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