Far East o Far West?

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Far East o Far West?

Ci sono eventi che, a un certo punto, smettono di appartenere a chi li organizza.

Diventano della città.

Il Far East Film Festival è uno di questi.

Dal 1999, porta a Udine il cinema popolare dell’Estremo Oriente. Per nove giorni, ogni primavera, la città accoglie registi, attori, e professionisti del settore cinematografico. Le sale si riempiono, i tavoli dei ristoranti si prenotano, e gli alberghi accolgono i visitatori.

Non è solo un festival! Si tratta, di un’abitudine collettiva.

Organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, un’associazione culturale no profit, riceve contributi pubblici da Comune, Regione, fondi nazionali, e si sostiene anche attraverso sponsor privati. Il budget dichiarato si aggira attorno al milione e duecentomila euro.

Ogni anno vengono comunicati numeri importanti: migliaia di spettatori, diverse centinaia di ospiti, e una moltitudine di eventi diffusi in città.

Numeri che indicano una presenza; un movimento; un impatto.

Fin qui, tutto è chiaro.

Poi resta una domanda.

Quando un evento, che utilizza risorse pubbliche, e che entra nel racconto identitario di una comunità, diventando parte della sua economia temporanea, non dovrebbe sentirsi in dovere – non legale, perché oggi non esiste un obbligo normativo che imponga la pubblicazione di un bilancio dettagliato – ma etico, di rendere accessibili i propri numeri?

Non è una questione di sospetto.

Non è una questione di legalità.

È una questione di relazione.

Il denaro pubblico non è solo una risorsa: è una forma di fiducia. E la fiducia, per restare tale, ha bisogno di essere visibile.

Un bilancio, non è un atto tecnico. È un gesto di restituzione.

Questo gesto, permetterebbe di capire come si compone davvero questo equilibrio: quanto pesa la biglietteria, quale ruolo hanno gli sponsor, quanto incidono i contributi pubblici, dove si concentrano le spese, e quale traccia economica, resta sul territorio.

Oggi, possiamo avvicinarci a questi numeri. Possiamo stimarli. Fare i conti a spanne. Ma non possiamo attraversarli.

E quando qualcosa non è attraversabile, resta parziale.

Non opaco, ma certamente incompleto.

Un festival culturale, non produce solo programmazione. Produce senso! E il senso, per essere condiviso, ha bisogno di chiarezza.

La domanda, torna semplice! Cos’è il Far East: apertura, scambio, leggibilità? Oppure è un Far West, dove i dati restano nella disponibilità di chi organizza, e la città osserva senza poter entrare?

La misura di un evento non sta solo nella sua capacità di attrarre.

Sta nella sua capacità di restituire.

Perché una comunità matura non si accontenta di partecipare: Vuole comprendere!

Auguro a tutti un buon Far East Film Festival.

Buona visione.


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

UDINESI DENTRO lo ascolti anche sulle piattaforme Amazon Music, Spotify, YouTube Music, Apple Podcast

Autore

  • Michele Menegon

    Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla! A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 approdo a Radio Italia Network. Ideatore del programma radiofonico techno Master Quick, tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi, il più famoso dei quali è Barraca Destroy. Nel 1996 divento Direttore Artistico di Radio Italia Network e sono il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero passare attraverso i computer.

    Nel 2000 entro nella casa discografica Hit Mania come Direttore Generale, lanciando il fenomeno Lùnapop. Nel 2001 torno alla radio per seguire lo start-up del progetto Radio LifeGate.

    Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company, e in parallelo entro nel mondo del fitness, ottenendo diverse certificazioni: dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al Bose ecc. Dal 2008 sono Product Manager di Music Master, il software leader mondiale per la programmazione radio-televisiva.

    Nel 2011 costruisco con Alessandro Bellicini il progetto digitale di Golf Today, seguito poi dalle testate Amadeus e Sci. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore Publimaster per le testate Golf & Turismo e Sciare. Nel 2021 fondiamo 3Mind, con cui nasce il progetto Notizie Golf, che lascio nel 2022.

    Nel 2023 lancio il progetto Udine Podcast, con l’obiettivo di produrre podcast realizzati da udinesi. Il primo è Udinesi Dentro, ma oggi la piattaforma ospita anche: Manca il Sale di Annalisa Sandri, I racconti di So e Nanà di Nicoletta Agosto, DiscoSauro di Alessandro De Cillia, Radici in Stoffa di Silvia Cacitti, Spazio Comune, realizzato per l’azienda Chiurlo.

    Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un triathleta. Un cancro, nel 2019, avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto di oncologia di Udine sono ancora qui — con il mio tumore — a raccontare un’altra storia.

    Obiettivi futuri? Completare un Ironman prima dei 60 anni (portato a termine il 20 settembre 2025 a Cervia) e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare radio libera (in corso dal 24 ottobre 2025)!

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