Il groove eterno dei Nightcrawlers

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Il groove eterno dei Nightcrawlers
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Questo pòdcast è dedicato all’eterno groove dei Nightcrawlers.

Left Me Up (1995)

Nel grande racconto della house music mondiale esistono storie che sembrano scritte dal destino della pista da ballo. Quella dei Nightcrawlers è una di queste. Il progetto nasce dall’intuizione del produttore, DeeJay e cantante John Reid, nato a Glasgow nel 1963. Prima di fondare il progetto nei primi anni Novanta, Reid aveva già maturato una lunga gavetta nei club scozzesi e negli hotel londinesi, esibendosi con il nome Robinson Reid. È lì che sviluppa quella combinazione di sensibilità soul e attitudine house che diventerà la firma del suo percorso artistico.

Living Inside A Dream (1992)

All’inizio degli anni Novanta Reid forma i Nightcrawlers con l’ambizione di creare un progetto pop influenzato da soul e funk. Il gruppo firma con la Island Records e pubblica il primo singolo, ma il risultato è deludente: il brano passa inosservato. Anche il secondo tentativo, una versione più vicina all’acid jazz, non riesce a entrare nelle classifiche. In breve tempo l’etichetta interrompe il contratto e la band si scioglie. Quella registrazione, apparentemente destinata a essere dimenticata come tante altre, resta per anni negli archivi discografici.

Should I Ever (1996)

La svolta arriva grazie alla cultura del remìx. Il produttore statunitense Marc Kinchen decide di lavorare su quella traccia e la trasforma completamente. Spoglia il brano fino a lasciare quasi soltanto la linea vocale del ritornello e costruisce attorno ad essa un groove minimale e ipnotico. Il risultato è il celebre Dub of Doom Mix, una versione che comincia a circolare tra i DeeJay della scena underground britannica. Per due anni il brano vive nelle notti dei club, sostenuto esclusivamente dal passaparola della pista da ballo.

Push The Feeling On (1992)

Nel 1994 la traccia viene finalmente pubblicata ufficialmente e raggiunge la posizione numero ventidue nella classifica britannica. Ma la vera consacrazione arriva l’anno successivo, arrivando fino alla terza posizione della UK Singles Chart e diventando uno dei brani house più riconoscibili della decade. È una storia che racconta la democrazia del dancefloor: non sono le radio né le case discografiche a decidere il destino di una canzone, ma i DeeJay e le persone che ballano.

Don’t Let The Feeling Go (1995)

Il groove del brano dimostra negli anni una longevità sorprendente. Nel 2004 nuove reinterpretazioni riportano la traccia nella classifica dance statunitense. Poi, nel 2021, il remix originale viene campionato dal produttore britannico Riton insieme al duo virale formato da Mufasa & Hypeman, dando vita al brano Friday, che torna nella top cinque della classifica britannica. È la prova che quel groove nato negli anni Novanta continua a parlare alle nuove generazioni.

Surrender Your Love (1995)

La carriera di John Reid, tuttavia, non si limita al successo dei Nightcrawlers. Come autore scrive brani per artisti internazionali come Kelly Clarkson, Tina Turner, Rod Stewart, Leona Lewis, Westlife e Keith Urban, ottenendo importanti riconoscimenti. Influenzato da artisti come Michael Jackson, George Benson e Marvin Gaye, Reid coltiva sempre il desiderio di tornare alle radici soul della sua voce.

Flyin’ (2004)

Quando la sua scomparsa viene annunciata il sedici giugno del 2025, il mondo della musica ricorda soprattutto quella lezione che la sua storia continua a insegnare. Un brano rifiutato dalle radio può diventare un classico immortale grazie alla pista da ballo. Un progetto nato nell’ombra dei club può attraversare decenni e generazioni. La voce di un ragazzo di Glasgow può continuare a risuonare nei dancefloor del mondo intero, dimostrando che nella house music esiste ancora una forma di democrazia autentica: quella in cui il popolo della notte decide cosa merita davvero di sopravvivere.

Let’s Push It (1995)

Il pòdcast dedicato al groove eterno dei Nightcrawlers, finisce qui. Se vuoi ascoltare tutta la musica del DISCOSAURO, scarica l’applicazione gratuita IN MY RADIO, per Apple o Andròid.


Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

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Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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