Questo pòdcast è dedicato a Martha Wash, la donna che sfidò il sistema.
Black Box – Everybody Everybody (1990)
Prima che la house music conquistasse il mondo, prima che le voci delle grandi cantanti diventassero protagoniste dei club internazionali, Martha Wash stava già costruendo una presenza impossibile da ignorare. Nata a San Francisco, cresce tra gospel, soul e musica comunitaria, sviluppando una voce poderosa che sembra unire la forza della tradizione religiosa afroamericana all’energia della disco music. È una voce che non chiede attenzione: la impone. Negli anni della formazione incontra Sylvester, una delle figure più visionarie della disco, e come componente dei Two Tons O’ Fun, poi diventati The Weather Girls, contribuisce a scrivere una delle pagine più luminose della cultura dance.
The Weather Girls – It’s Raining Men (1982)
Il successo di It’s Raining Men la rende una figura riconoscibile nella nightlife internazionale, ma il percorso che segue è molto più complesso di quanto possa apparire. Quando la disco lascia spazio alla house music, Martha Wash diventa una delle voci più richieste negli studi di registrazione. La sua interpretazione possiede infatti una qualità rara: riesce a trasmettere potenza, vulnerabilità e gioia nello stesso momento. È proprio questa capacità a renderla fondamentale nella nascita della house vocale tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del decennio successivo.
Two Tons O’Fun – I’ve Got The Feeling (1980)
Paradossalmente, proprio nel momento in cui la sua voce conquista le classifiche mondiali, il suo volto scompare. Alcuni dei più grandi successi dance dell’epoca vengono pubblicati utilizzando le sue registrazioni vocali senza attribuirle il giusto riconoscimento. Nei progetti Black Box e C&C Music Factory, modelli e performer vengono mostrati nei videoclip mentre la voce che il pubblico ascolta è in realtà la sua. Brani diventati simboli della cultura dance mondiale nascono dalla sua interpretazione, ma il merito viene inizialmente attribuito ad altri. Quando scopre la situazione, Martha Wash decide di intraprendere una battaglia legale che cambierà per sempre l’industria musicale.
Black Box – Strike it up (1991)
Quella battaglia non riguarda soltanto una cantante che reclama i propri diritti. Riguarda l’identità stessa della musica popolare e il diritto degli artisti a essere riconosciuti per il proprio lavoro. Le sue azioni legali portano a un cambiamento storico: negli Stati Uniti vengono introdotte norme che rendono obbligatoria l’attribuzione dei crediti vocali nei dischi e nei videoclip musicali. In un’epoca dominata dall’immagine, Martha Wash costringe l’industria a riconoscere il valore della sostanza.
Carry on (1992)
Parallelamente continua a costruire una carriera artistica autonoma. Pubblica musica a proprio nome, colleziona numerosi successi nella classifica dance americana e viene soprannominata “Queen of Clubland”, la regina dei club. La sua voce attraversa house, soul e pop senza mai perdere intensità. Collaborazioni, tournée e nuove produzioni consolidano una reputazione costruita non soltanto sul talento, ma anche sulla credibilità conquistata attraverso anni di determinazione. La sua presenza continua a essere un punto di riferimento per la cultura dance e per la comunità Queer, che da sempre riconosce nella sua musica un messaggio di forza e liberazione.
Catch The Light (1998)
L’eredità di Martha Wash va ben oltre le classifiche e i dischi di successo. La sua storia racconta il percorso di un’artista che ha trasformato una ferita personale in una conquista collettiva. Grazie alla sua determinazione, generazioni di cantanti hanno ottenuto il riconoscimento che prima veniva loro negato. La sua voce continua a vivere nei club, nelle radio e nella memoria della cultura dance, ma il suo contributo più importante forse non è musicale. Martha Wash ha ricordato al mondo che dietro ogni grande canzone esiste una persona che merita di essere vista, ascoltata e riconosciuta. In una cultura spesso ossessionata dall’immagine, ha restituito centralità alla voce, trasformandola in uno strumento di giustizia oltre che di emozione.
Give it to you (1992)
Il pòdcast dedicato a Martha Wash, la donna che sfidò il sistema, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del Discosauro, scarica l’applicazione gratuita In My Radio, per Apple o Andròid.
Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.



