David Morales, l’impronta indelebile della house music

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David Morales, l’impronta indelebile della house music
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Questo pòdcast è dedicato all’impronta indelebile di David Morales nella house music!

A Roller Skating Jam Named Saturdays (1991)

Nel firmamento della musica dance mondiale, dove la tecnica rischia spesso di oscurare l’anima e la tecnologia può soffocare l’emozione, emerge una figura che ha saputo preservare la purezza originaria del messaggio: David Morales. Nato e cresciuto nelle strade difficili di Brooklyn da genitori immigrati portoricani, Morales è un alchimista del suono che ha trasformato una personale storia di sopravvivenza in un percorso di liberazione collettiva. Come ha ricordato con disarmante onestà, crescere in una casa infestata dagli scarafaggi, circondato dalla violenza, significava desiderare solo una via di fuga. Quella via fu la musica. La sua vita cambiò quando trovò una comunità e la house music, quando incontrò David Mancuso e venne accolto al Loft come uno dei suoi “Loft Baby”. Da quel momento, la house non fu più semplice intrattenimento, ma uno strumento di salvezza e trascendenza.

In De Ghetto (1994)

La sua educazione musicale si compie nei luoghi sacri della cultura dance newyorkese, dove impara che esistono visioni differenti, persino opposte, ma ugualmente autentiche. Al Loft, Mancuso suonava i dischi dall’inizio alla fine, rispettandone l’integrità assoluta: nessuna manipolazione, nessun artificio, un suono puro e diretto, come cibo biologico per l’anima. All’estremo opposto c’era il Paradise Garage, il tempio del suono monumentale progettato da Richard Long e consacrato dal genio di Larry Levan. Tra queste due chiese, Morales forgia la propria identità. Quando Levan ne riconosce il talento, il passaggio di testimone è simbolico ma decisivo: il giovane DJ di Brooklyn intraprende un’odissea che lo porterà a ridefinire radicalmente l’arte del remìx.

Newborn Friend (1994)

La sua filosofia artistica si cristallizza in un insegnamento ricevuto dalla Regina del Soul, Aretha Franklin, destinato a diventare un principio di vita: meno è più, e più è meno, soprattutto quando si parla di voce. Questa idea attraversa ogni aspetto del suo lavoro. Morales crede nella sottrazione, nel lasciare respirare la musica, nel non abusare degli strumenti solo perché disponibili. Se si esagera con gli effetti, l’emozione svanisce. I controlli sono lì, ma non è obbligatorio usarli tutti. Lasciare che il disco suoni da sé diventa un atto quasi rivoluzionario in un’epoca segnata dall’eccesso e dalla sovrapproduzione digitale.

Discothèque (1997)

La collaborazione con Frankie Knuckles, il padrino della house music, assume i contorni della leggenda, non solo per i risultati artistici ma per la complementarità umana e creativa. Morales racconta che Knuckles si occupava della parte più luminosa di una canzone, mentre lui ne rendeva potente e ruvida la base. Insieme fondano Def Mix Productions, dando vita a un suono profondo, emotivo e soulful, capace di portare l’estetica underground nel cuore del pop senza tradirne l’anima. Erano come Batman e Robin, partner nel crimine e nello spirito, uniti da una visione che avrebbe influenzato in modo duraturo l’intero panorama della musica dance.

Goldeneye (1995)

L’eredità di David Morales va ben oltre premi e classifiche. Il suo sguardo è costantemente rivolto al futuro: ascolta nuova musica, osserva giovani artisti, resta curioso e aperto. Accoglie con rispetto la nuova generazione di clubber, consapevole che per loro il passato non è un riferimento obbligato. Il suo messaggio ai più giovani è semplice e radicale: se ami questa musica, fallo per amore, non per aspettative o frustrazioni. Questa saggezza, nata nelle strade difficili di Brooklyn e affinata attraverso quarant’anni di dedizione assoluta, è forse il suo lascito più grande. David Morales non è soltanto un DJ o un produttore leggendario: è la prova vivente che la purezza d’intenti può trasformare la musica in una missione di vita, e il ritmo in un atto di salvezza collettiva.

Gimme Luv (1993)

Questo pòdcast dedicato all’impronta indelebile di David Morales nella house music, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del DISCOSAURO, scarica l’applicazione gratuita IN MY RADIO, per Apple o Andròid.


Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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