Calma e sangue freddo: i miei primi sessant’anni.

Ascolta
Udinesi Dentro
Udinesi Dentro
Calma e sangue freddo: i miei primi sessant’anni.
Loading
/

Calma e sangue freddo: i miei primi sessant’anni.

Credo che ognuno abbia una canzone capace di raccontare qualcosa di sé.

La mia è Calma e sangue freddo di Luca Dirisio.

Non perché abbia segnato un momento particolare della mia vita. Non perché rappresenti un ricordo preciso.

Semplicemente perché, ogni volta che l’ascolto, mi ritrovo.

Dentro quelle parole riconosco il mio modo di stare al mondo.

E forse, arrivato ai sessant’anni, posso finalmente dirlo senza esitazioni.

Ho passato gran parte della mia vita cercando di capire chi fossi.

Non ho mai amato le strade già tracciate. Ho sempre preferito costruire il mio percorso, anche quando questo significava procedere da solo.

Molte volte mi sono sentito lontano da una risposta definitiva.

Oggi ho capito che non esiste una risposta definitiva.

Esiste la ricerca!

Ed è stata proprio quella ricerca a tenermi vivo.

Ci sono stati momenti in cui ho bussato a porte che non si sono aperte.

Incontrato persone che non hanno capito.

Occasioni – che non sono arrivate.

Progetti che non hanno trovato lo spazio che meritavano.

Ma non ho mai avuto paura del silenzio.

Non ho mai avuto paura di restare da solo con i miei pensieri.

Anzi.

Alcune delle decisioni più importanti della mia vita sono nate proprio lì, quando intorno non c’era rumore.

Come tutti, ho accumulato delusioni.

Ne porto ancora qualche segno.

Ci sono ferite che il tempo non cancella completamente.

Persone che hanno scelto la convenienza, invece della coerenza.

Rapporti che si sono consumati.

Promesse – che si sono sciolte.

Per anni ho pensato che fosse necessario fare pace con tutto.

Oggi non ne sono più così sicuro.

Alcune cose non chiedono perdono.

Chiedono soltanto di essere comprese e lasciate andare.

Una cosa, però, non è mai cambiata.

Ho sempre guardato avanti.

Non perché il passato non conti.

Conta eccome!

Ma non ho mai voluto vivere di nostalgia.

Ho sempre preferito il prossimo progetto alla commemorazione di quello precedente.

La prossima idea alla fotografia ingiallita.

Il prossimo passo alla contemplazione delle impronte.

Forse è per questo che, a sessant’anni, continuo ad avere più curiosità per domani che per ieri.

Ho un carattere che a volte sa essere scomodo.

Le ingiustizie mi infastidiscono.

L’arroganza mi infastidisce.

L’incompetenza ostentata mi infastidisce.

Nel corso della vita ho imparato che non tutte le battaglie meritano di essere combattute.

Ma ho anche imparato che alcune meritano di esserlo fino in fondo.

Non amo nascondermi.

Non ho mai amato chiedere favori.

Non ho mai amato appartenere a qualcuno o a qualcosa per convenienza.

Preferisco un rifiuto sincero a un consenso ottenuto per cortesia.

Preferisco perdere un’opportunità piuttosto che perdere la libertà di dire ciò che penso.

Forse è per questo che la parola che più associo alla felicità non è successo.

È autonomia.

La possibilità di scegliere.

Di costruire.

Di cambiare direzione.

Di restare fedele a ciò che sento giusto.

E così sono arrivato qui.

Sessant’anni.

Con qualche certezza in meno rispetto a quando ne avevo venti.

Ma con molta più consapevolezza.

So che la vita non mi deve nulla.

E forse proprio per questo riesco ad apprezzarne ogni regalo.

Le persone che amo.

Le amicizie che resistono.

Le idee che continuano ad arrivare.

I progetti che ancora mi entusiasmano.

La fortuna di potermi svegliare al mattino con la voglia di fare qualcosa di nuovo.

Se dovessi riassumere questi primi sessant’anni in due sole parole, sceglierei proprio quelle.

Calma e sangue freddo.

Non come assenza di emozioni.

Ma come capacità di attraversarle senza perdere la direzione.

Perché alla fine, guardandomi indietro, credo di aver imparato una cosa semplice.

La vita non premia chi corre più veloce: Premia chi continua a camminare!


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

UDINESI DENTRO lo ascolti anche sulle piattaforme Amazon Music, Spotify, YouTube Music, Apple Podcast

Autore

  • Michele Menegon

    Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla! A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 approdo a Radio Italia Network. Ideatore del programma radiofonico techno Master Quick, tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi, il più famoso dei quali è Barraca Destroy. Nel 1996 divento Direttore Artistico di Radio Italia Network e sono il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero passare attraverso i computer.

    Nel 2000 entro nella casa discografica Hit Mania come Direttore Generale, lanciando il fenomeno Lùnapop. Nel 2001 torno alla radio per seguire lo start-up del progetto Radio LifeGate.

    Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company, e in parallelo entro nel mondo del fitness, ottenendo diverse certificazioni: dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al Bose ecc. Dal 2008 sono Product Manager di Music Master, il software leader mondiale per la programmazione radio-televisiva.

    Nel 2011 costruisco con Alessandro Bellicini il progetto digitale di Golf Today, seguito poi dalle testate Amadeus e Sci. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore Publimaster per le testate Golf & Turismo e Sciare. Nel 2021 fondiamo 3Mind, con cui nasce il progetto Notizie Golf, che lascio nel 2022.

    Nel 2023 lancio il progetto Udine Podcast, con l’obiettivo di produrre podcast realizzati da udinesi. Il primo è Udinesi Dentro, ma oggi la piattaforma ospita anche: Manca il Sale di Annalisa Sandri, I racconti di So e Nanà di Nicoletta Agosto, DiscoSauro di Alessandro De Cillia, Radici in Stoffa di Silvia Cacitti, Spazio Comune, realizzato per l’azienda Chiurlo.

    Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un triathleta. Un cancro, nel 2019, avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto di oncologia di Udine sono ancora qui — con il mio tumore — a raccontare un’altra storia.

    Obiettivi futuri? Completare un Ironman prima dei 60 anni (portato a termine il 20 settembre 2025 a Cervia) e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare radio libera (in corso dal 24 ottobre 2025)!

    Visualizza tutti gli articoli