Camilla e Nadia, il benessere senza giudizio

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Camilla e Nadia, il benessere senza giudizio
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Camilla e Nadia, il benessere senza giudizio

Quando queste due presenze si incontrano nasce un equilibrio raro. Una offre radici, pazienza e cura silenziosa, l’altra porta slancio, intuizione e il coraggio di accendere il movimento. Tra stabilità e impulso si crea una corrente fertile, fatta di protezione e iniziativa. Una custodisce, l’altra apre la strada. Insieme imparano che la forza più grande nasce quando il cuore trova il coraggio di agire.

Camilla, quando ha capito che il movimento avrebbe avuto un ruolo importante nella sua vita?

A trent’anni, quando l’ho scelto, nel senso che dai tre ai 17 anni sono stata un’atleta di ginnastica ritmica, ma a tre anni quando mi sono avvicinata a questo sport non è stata una scelta consapevole mia, ma di mia mamma. Quando ho smesso a 17 anni, fino a 30 anni non ho più voluto sapere niente di sport, fino a che facendo una rampa di scale ho cominciato a sentire il fiatone, quindi il mio corpo mi ha detto: “Ti prego, fai qualcosa”. Da lì l’unica cosa per me concepibile era camminare e quindi da lì è partita il mio bisogno, ecco, di approfondire un po’ l’ambito del fit walking e tutta una serie di esperienze che poi mi hanno portato anche a conoscere Nadia.

Nadia, che tipo di comunità ha visto nascere attorno a Gymka?

Ma una comunità di persone che hanno scelto di prendersi cura di sé insieme, in gruppo. Una comunità libera di essere se stessa, convinta che il benessere non sia un diritto, ma anche un piacere. È una comunità che ama essere guidata nel percorso senza sentirsi giudicata e libera di esprimersi e di conoscere e di crescere al proprio ritmo.

Camilla, cosa ha scoperto delle persone osservandole muoversi durante gli allenamenti?

Che cambiavano la loro postura, non solamente in allenamento, ma sorprendentemente anche fuori dal contesto proprio di lezione, dal momento che comunque la postura influenza non solamente i nostri movimenti, ma ha un impatto, può avere un impatto anche sui nostri pensieri e quindi su come ci sentiamo e come stiamo. Credo che sia insomma veramente tanta roba.

Nadia, quando avete capito che Gymka poteva diventare davvero un progetto reale?

Ma credo che sia successo dopo i primi allenamenti, quando abbiamo visto che quello che avevamo immaginato arrivava davvero alle persone. Ed è una conferma che cresce ogni giorno, che anche a distanza di quattro anni siamo sempre più convinte che Gymka sia qualcosa di unico, di speciale, una sinergia autentica tra sport, benessere e cura della persona, che insomma il nostro obiettivo è rendere le persone capaci e sicure di sé attraverso il movimento.

Camilla, quanto conta l’empatia nel vostro lavoro?

Per me tantissimo, ma non solo nel mio lavoro, ma nella mia vita in generale, nel senso che per me l’empatia è proprio un valore e quindi è una, una capacità da allenare e da mettere in campo costantemente, quindi in qualsiasi ambito della mia vita e quindi certo anche nel mio lavoro.

Nadia, lei si definisce una persona che cerca sempre soluzioni. Riesce ad applicare questo atteggiamento in ogni situazione della vita?

Beh, sì, io credo che sia nato il tutto perché sono l’ultima di quattro fratelli e quindi è nato come spirito di sopravvivenza. Il secondo fatto importante secondo me è stato nel 2012 quando mi è stato diagnosticato il diabete e la mia prima reazione gli ho detto: “Ok, va bene, che cosa facciamo adesso?” Non è che sono stata lì a piangermi addosso e quant’altro. Poi sicuramente Gymka ha amplificato ancora di più questa mia attitudine. E poi insomma, c’è anche l’altra variabile, i miei quasi 50 anni, che magari un po’ di maturità e consapevolezza aiuta insomma l’esperienza di qualche anno in più sulle spalle.

Camilla, guardando indietro, che cosa resta oggi della bambina che era?

Un animo da detective, nel senso che io sono sempre stata un’appassionata di gialli, di misteri, di enigmi da risolvere e quindi questa cosa la sento ancora mia, questo andare alla continua ricerca del dettaglio. E quindi cerco il dettaglio che può fare la differenza in termini di come spiegare in maniera più efficace, più facile, più immediata un movimento, del dettaglio che può aiutare la persona proprio a evolvere, quindi qual è quell’elemento che lo potrebbe sbloccare, ecco, per progredire.

Nadia, cosa spera che rimanga nelle persone che frequentano i vostri corsi?

Sicuramente spero che rimanga quella scintilla e quella grinta che lo sport sa accendere dentro di te durante un allenamento. E che ognuno impari a portarla con sé anche nelle sfide quotidiane della vita. Ma soprattutto spero che lo sport diventi uno spazio personale, una coccola, un momento per volersi davvero bene.


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Autore

  • Michele Menegon

    Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla! A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 approdo a Radio Italia Network. Ideatore del programma radiofonico techno Master Quick, tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi, il più famoso dei quali è Barraca Destroy. Nel 1996 divento Direttore Artistico di Radio Italia Network e sono il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero passare attraverso i computer.

    Nel 2000 entro nella casa discografica Hit Mania come Direttore Generale, lanciando il fenomeno Lùnapop. Nel 2001 torno alla radio per seguire lo start-up del progetto Radio LifeGate.

    Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company, e in parallelo entro nel mondo del fitness, ottenendo diverse certificazioni: dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al Bose ecc. Dal 2008 sono Product Manager di Music Master, il software leader mondiale per la programmazione radio-televisiva.

    Nel 2011 costruisco con Alessandro Bellicini il progetto digitale di Golf Today, seguito poi dalle testate Amadeus e Sci. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore Publimaster per le testate Golf & Turismo e Sciare. Nel 2021 fondiamo 3Mind, con cui nasce il progetto Notizie Golf, che lascio nel 2022.

    Nel 2023 lancio il progetto Udine Podcast, con l’obiettivo di produrre podcast realizzati da udinesi. Il primo è Udinesi Dentro, ma oggi la piattaforma ospita anche: Manca il Sale di Annalisa Sandri, I racconti di So e Nanà di Nicoletta Agosto, DiscoSauro di Alessandro De Cillia, Radici in Stoffa di Silvia Cacitti, Spazio Comune, realizzato per l’azienda Chiurlo.

    Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un triathleta. Un cancro, nel 2019, avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto di oncologia di Udine sono ancora qui — con il mio tumore — a raccontare un’altra storia.

    Obiettivi futuri? Completare un Ironman prima dei 60 anni (portato a termine il 20 settembre 2025 a Cervia) e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare radio libera (in corso dal 24 ottobre 2025)!

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