Elena Corazzi: “Se non ti fai un po’ male non impari nulla”!

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Elena Corazzi: "Se non ti fai un po' male non impari nulla"!
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Elena Corazzi: “Se non ti fai un po’ male non impari nulla”!

Indipendente e autonoma, ama l’esplorazione ed è sempre alla ricerca di nuove idee. Abile nella comunicazione, interagisce facilmente con le persone. Idealista, desidera migliorare se stessa e la società. Energica e piena di vita, affronta le sfide con entusiasmo e determinazione.

Perché Elena Corazzi ha creato il suo Body Barre Bàllet?

Il Body Bar Ballet è nato principalmente per me, per soddisfare una mia esigenza, perché volevo creare ciò che non trovavo in giro. E successivamente è nata la seconda esigenza di avvicinare alla sbarra quelle persone che non hanno mai potuto farlo da bambine o da ragazze e che vogliono mettersi in gioco. E poi avvicinare anche tutte le ex ballerine che dopo aver finito i loro corsi di danza, dove ballavano, vogliono comunque rimanere con le mani agganciate a quella sbarra. Quindi creare anche un programma che non solo migliorasse la forza, la flessibilità, ma che fosse accessibile a persone di diversi livelli di preparazione fisica.

Cosa le piace del suo lavoro?

Mi piace molto come il body bar combina i diversi elementi della danza, assieme a quelli del fitness, e come si riesca a creare un allenamento completo e bilanciato, in modo che la lezione, l’allenamento sia sempre interessante, vario. Questo fa sì che si mantenga alta anche la motivazione e l’impegno. Poi uno degli aspetti che apprezzo di più è la comunità che si crea nelle lezioni, dove c’è un’atmosfera positiva ed inclusiva. E poi mi piace molto, ed è molto ed è molto gratificante vedere i risultati tangibili che si ottengono con il body bar.

Lei è una donna poliedrica che ha fatto mille lavori. Questo è l’ultimo?

Tutti i lavori che ho fatto li ho sempre scelti e mi hanno sempre molto appassionata. Devo dire che ho avuto grandi soddisfazioni da ognuno di loro. Mi piace molto cambiare, mi piace molto mettermi in gioco, ma adesso finalmente l’opportunità di fare ciò che amo. Quindi per me il body bar non è solo un lavoro, ma è una parte essenziale della mia vita e mi dà energia, mi ispira e mi rende felice ogni giorno.

Mi descriva Udine… vista dalla sbarra?

Allora io vedo Udine dalla sbarra attraverso le mie allieve, che sono un gruppo incredibilmente variegato di persone, ognuna con il proprio background, età, livello di preparazione fisica. E questa diversità è una delle cose che amo di più nel mio lavoro, perché nonostante le loro differenze, sono tutte accomunate da una passione profonda per il body bar e anche per il benessere, quindi gente che vuole stare bene, che si cura. Quello che rende queste persone davvero speciali è la loro autenticità e quindi penso che Udine sia una città autentica, vera.

Cosa le ha insegnato viaggiare per l’Europa a 17 anni?

Viaggiare per l’Europa a 17 anni, sicuramente mi ha insegnato l’indipendenza e anche il sapermi adattare alle situazioni, quindi dormire nei vari ostelli, dormire sui treni, dove si mettono i bagagli. Ho imparato ad apprezzare le diversità, soprattutto, e ha alimentato la mia curiosità e mi ha resa molto più aperta e consapevole del mondo.

Quanto è stato importante per lei diventare mamma?

Diventare mamma di Nicolò ha avuto un’importanza fondamentale nella mia vita. Diciamo che questa esperienza mi ha insegnato il vero significato dell’amore incondizionato. Sono cambiate le mie priorità e il modo di vedere il mondo. E poi mi ha resa più paziente ed empatica, sicuramente. Diciamo che Nicolò mi ha arricchita come persona e mi ha resa molto più forte e molto più consapevole.

Perché vuole andare a vivere negli Stati Uniti?

Il sogno americano. Tutto nasce nel 2000, il primo viaggio che ho fatto negli Stati Uniti, e da lì mi sono innamorata follemente di questa terra, di queste persone. Diciamo che sono affascinata dalla diversità culturale e dalle numerose esperienze che questo paese ti può offrire. Non lo so spiegare bene, è una sensazione che si prova. Ed è una sensazione che ritrovo ogni volta che passo del tempo in America. Poi diciamo che là abbiamo la nostra seconda famiglia e questo ovviamente rende, probabilmente, le persone rendono questo posto così particolare.

Si scotta ancora le dita?

Certamente. E continuerò a farlo perché continuerò a mettermi in gioco e a trovare nuove esperienze. E poi perché se non ti fai un po’ male non impari nulla.


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la voce sintetica di Vittorio, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Autore

  • Michele Menegon

    Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla! A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 sono a lavorare per RADIO ITALIA NETWORK. Ideatore del programma radiofonico techno MASTER QUICK tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi: il più famoso è BARRACA DESTROY. Divento Direttore Artistico di RADIO ITALIA NETWORK nel 1996 e fui il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero avvenire attraverso i computer. Nel 2000 approdo alla casa discografica HIT MANIA in qualità di direttore generale lanciando il fenomeno LUNA POP. Nel 2001 ritorno alla radio e seguo lo start up del progetto RADIO LIFE GATE. Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company e parallelamente entro nel mondo del fitness ottenendo diverse certificazioni, dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al BOSE ecc. Dal 2008 sono Product Manager del prodotto leader nel mondo per la programmazione radio-televisiva MUSIC MASTER. Nel 2011 costruisco assieme ad Alessandro Bellicini il progetto digitale di GOLF TODAY e in seguito per le testate AMADEUS e SCI. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore PUBLIMASTER per le testate GOLF&TURISMO e SCIARE. Nel 2021 fondiamo la 3Mind che realizza il progetto NOTIZIE GOLF che poi lascio nel 2022. Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un Triathleta! Un cancro nel 2019 avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto oncologico di Udine sono ancora qui, con il mio tumore, a raccontare un'altra storia. Obiettivi futuri? Un Iroman prima dei 60 anni e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare la radio libera! Lo so, sono progetti utopistici, ma bellissimi.

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