Giuliana Ganzini, la pasionaria dallo spirito inclusivo

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Giuliana Ganzini, la pasionaria dallo spirito inclusivo
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Giuliana Ganzini, la pasionaria dallo spirito inclusivo

Capace di interagire e comunicare efficacemente con gli altri, trova energia e motivazione, all’interno di se stessa.

Pasionaria, dallo spirito inclusivo, fa dell’innovazione, della rete, e dell’adattamento, gli strumenti del suo lavoro.

Gli eventi non li subisce, li interiorizza e li cavalca. Da professionalità agli altri e dagli altri la pretende.

Testardamente tormentata, fonda le certezze nelle sue origini e nella sua storia.

Giuliana Ganzini, come si diventa albergatrice? Passione, dinastia o casi della vita?

Tutte e tre. Si diventa albergatrici perché si capita in una famiglia dove c’è già un albergo e si viene innestati in una decisione democratica di andare avanti o restare così. Mi sono buttata in un’avventura che dura da vent’anni.

Chi frequenta gli alberghi udinesi?

Gli alberghi udinesi sono frequentati da persone che viaggiano ovviamente, che attraversano la nostra regione, che scelgono Udine o il Friuli come meta perché hanno necessità di lavoro, ma anche persone che vengono per scoprire questo territorio, lo hanno sentito raccontare e quindi vengono a curiosare.

Perché dati, analisi e tecnologia sono i suoi mantra?

Perché quando io sono arrivata in questo ambito avevo già un’infarinatura di quello che un dato può aiutare a fare. Noi viviamo un turismo italiano dove ci sono pochissimi dati di riferimento arrivano molto dopo e questo è un una grande mancanza del nostro settore forse è quello che impedisce all’Italia di essere quello che è.

Udine, come potrebbe aiutare il suo settore?

Innanzitutto credendo in se stessa prendendo una città che ha una posizione strategica fantastica che intercetta e che diffonde divulga. Quindi Udine dovrebbe essere più brava a farsi visitare appunto nei nei momenti in cui organizza qualcosa di davvero interessante. E di cose ce ne sono, ma potrebbero essercene molte, molte di più.

Con quale spirito ha affrontato le difficoltà degli ultimi anni?

Con lo spirito tipico friulano, con quella resilienza di chi insomma sa di avere sulle spalle anche i sacrifici di generazioni pregresse. Tantissimi hanno citato, ovviamente in epoca pandemica, le difficoltà che insomma il popolo siriano ha vissuto con il sisma. Secondo me siamo figli di quella generazione, anche del benessere che una difficoltà ci ha creato e quindi in questo momento non potevamo non fare altrettanto, con grande senso di responsabilità.

Perché origini e famiglia sono i caposaldi nella sua vita?

Perché sono cresciuta in una famiglia allargata, con parenti un po’ sparsi nel mondo, per cui è un è una famiglia nel mondo, insomma, e quindi è bello riceverne nell’arricchimento e anche divulgarlo attraverso il lavoro che faccio.

La sua struttura ha un impronta femminile: scelta o casualità?

Io non credo in una diversità di genere. Può esserci un’impronta femminile perché è stato comunicato quel lato, ma dietro ci sono sempre degli aspetti, delle figure maschili che hanno con saggezza accompagnato quelle donne a essere qualcosa di più rispetto a quello che era la media probabilmente della della società in cui in cui sono partite.

Perché lei ama particolarmente le reti?

Perché mi piace il gioco di squadra, anche se sono una persona che lavora molto di suo nel suo diciamo così nel suo silenzio, nella sue elucubrazioni mentali, però poi trovo che sia fondamentale riuscire in un tempo congruo a realizzare quello che si ha in testa e lo si deve fare necessariamente con altre persone.

Cosa le ha insegnato Copenaghen nel 2019?

Ho scelto di fare una cinque giorni di master del urbanesimo della bicicletta, e adesso stiamo parlando di sostenibilità di ambiente era una insomma una sensibilità ecologica che io avevo da quando la pubblicità raccontava che bisognava mangiare “Golia Bianca” per salvare gli orsi bianchi. Insomma crescendo ho cercato di fare qualcosa di più di mio.

Quanto Giuliana Ganzini è Suite Inn?

Io ho dato sicuramente un’impronta all’inizio, ma sto continuando a a crescere assieme ad un gruppo di donne alla mia squadra femminile. C’è molto di me, ma di come penso in tutti noi che facciamo un lavoro che ci piace, che rispettiamo il nostro lavoro, cerchiamo di di farlo assieme ad altri con lo stesso rispetto per le persone che faticano con noi ogni giorno.

Il Tuo Personal Hotel nel centro storico di Udine


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la voce sintetica di Vittorio, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla!

A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 sono a lavorare per RADIO ITALIA NETWORK.
Ideatore del programma radiofonico techno MASTER QUICK tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi: il più famoso è BARRACA DESTROY.
Divento Direttore Artistico di RADIO ITALIA NETWORK nel 1996 e fui il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero avvenire attraverso i computer.
Nel 2000 approdo alla casa discografica HIT MANIA in qualità di direttore generale lanciando il fenomeno LUNA POP.
Nel 2001 ritorno alla radio e seguo lo start up del progetto RADIO LIFE GATE.
Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company e parallelamente entro nel mondo del fitness ottenendo diverse certificazioni, dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al BOSE ecc.
Dal 2008 sono Product Manager del prodotto leader nel mondo per la programmazione radio-televisiva MUSIC MASTER.
Nel 2011 costruisco assieme ad Alessandro Bellicini il progetto digitale di GOLF TODAY e in seguito per le testate AMADEUS e SCI. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore PUBLIMASTER per le testate GOLF&TURISMO e SCIARE. Nel 2021 fondiamo la 3Mind che realizza il progetto NOTIZIE GOLF che poi lascio nel 2022.
Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un Triathleta! Un cancro nel 2019 avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto oncologico di Udine sono ancora qui, con il mio tumore, a raccontare un'altra storia.
Obiettivi futuri? Un Iroman prima dei 60 anni e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare la radio libera! Lo so, sono progetti utopistici, ma bellissimi.