La profonda ironia di Annalisa Sandri

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La profonda ironia di Annalisa Sandri
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La profonda ironia di Annalisa Sandri.

Sincera e diretta, lei è un attenta ascoltatrice, e si prende cura degli altri.

Intuitiva, comprende le situazioni con grande profondità, ed è sempre alla ricerca di un significato più profondo della vita.

Con la sua energia, vede il lato positivo delle situazioni, anche quando le cose sembrano difficili.

Si definisce avvocato per professione e food blogger per passione. Per me, è estroversa, e comunica in modi non convenzionali.

Annalisa Sandri, è stata una sfida o vero amore, imparare a cucinare?

Imparare a cucinare è stata una sfida d’amore. Non sono una cuoca, non sono figlia di cuochi o di ristoratori, ma ho una grande passione per la cucina che ho scoperto di avere in età adulta, quando mi sono avvicinata a dei corsi di cucina e da lì è stata una continua ascesa. Ho scoperto un mondo che mi ha immediatamente affascinata e una scarica continua di endorfine, per me l’andare a fare i corsi e tornare a casa con tutta una serie di idee da realizzare quanto prima.

Perché a causa di Perry Mason diventa avvocato?

Sono una bambina degli anni 70 e negli anni 70 uno dei telefilm che andava per la maggiore era appunto Perry Mason. Era una cosa che non poteva non affascinarmi. Ero dotata anche di una certa dialettica già da bambina e pertanto mi sono laureata in giurisprudenza a Trieste. Poi ho iniziato a fare la pratica e ho capito che Perry Mason era solo nell’immaginario americano.

Cosa comunica attraverso la sua cucina?

Le ricette che propongo sono delle ricette semplici, alla portata di tutti. Quello che spero di riuscire a comunicare attraverso il mio blog e attraverso i miei social è che se lo posso fare io lo può fare chiunque e che talvolta basta veramente un pizzico di fantasia per realizzare dei piatti che possono essere anche sensazionali. Fermo restando che sono convinta che i piatti semplici fatti bene sono sempre i più buoni.

Lei ama le immersioni. Cosa cerca nelle profondità?

Per chi non ha mai fatto un’immersione, gli abissi sono un’entità astratta. Per quanto mi riguarda, il continuo movimento del mare ha su di me un effetto esattamente contrario, perché mi immergo in mezzo alle onde, in mezzo ai flutti, in qualcosa che è sempre in movimento… e io mi rilasso.

Che significato ha per lei Parigi?

Parigi è stato un meraviglioso regalo di compleanno per i miei 18 anni. Andai a vivere in una famiglia. La famiglia era composta da una signora e un gatto. Questa signora suonava il pianoforte alle Folies Bergère e abitava a Montparnasse. Quindi un fascino unico e inimitabile che ho portato avanti negli anni, avendo avuto la fortuna di ritornare tantissime volte a Parigi e ho vissuto per nove anni a Bordeaux. E mi piace. Mi piace la Francia e tutto quello che è la loro cultura. Tutt’oggi frequento un piccolo corso di conversazione francese che mi dà tantissima soddisfazione perché è una lingua adorabile.

A quali indecisi si rivolge il suo manuale di cucina?

L’anno scorso ho pubblicato un manuale di cucina che, partendo da una negazione, un po’ come Magritte “Ceci n’est pas une pipe” non è un ricettario, è un manuale che si rivolge a chi non sa mai che cosa fare di cena. All’interno di questo manuale, infatti, ci sono ricette, chiaramente, ma ci sono anche tutta una serie di consigli per affrontare con successo, spero poi, il quotidiano.

Gli udinesi sanno cucinare?

Io ritengo che gli udinesi amino molto la buona cucina, andare nei ristoranti, amino anche i piatti della loro tradizione e anche quelli un pochino ricercati. Da quando è partita questa notorietà che mi ha dato il blog, mi capita alle volte, soprattutto quando faccio la spesa, di avere delle persone che mi passano un sacco di ricette. Quindi io ritengo che si gli Udinese sanno cucinare.

Manca il sale è il nome del suo blog, ma non della sua vita. Come la definirebbe con tre aggettivi?

Dovendola definire con tre aggettivi potrei dire che è una vita piuttosto dinamica, in continuo movimento. È una vita sorprendente. Non sono mai in grado di fare dei programmi a lungo termine perché ci sono sempre delle novità che il più delle volte, e questo forse il terzo aggettivo ed è quello più bello per definire la mia vita, novità ironiche. La mia è una vita veramente ironica o forse sono io che la vivo con ironia.

Mail: mancailsaleblog@gmail.com

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UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la voce sintetica di Vittorio, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla!

A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 sono a lavorare per RADIO ITALIA NETWORK.
Ideatore del programma radiofonico techno MASTER QUICK tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi: il più famoso è BARRACA DESTROY.
Divento Direttore Artistico di RADIO ITALIA NETWORK nel 1996 e fui il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero avvenire attraverso i computer.
Nel 2000 approdo alla casa discografica HIT MANIA in qualità di direttore generale lanciando il fenomeno LUNA POP.
Nel 2001 ritorno alla radio e seguo lo start up del progetto RADIO LIFE GATE.
Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company e parallelamente entro nel mondo del fitness ottenendo diverse certificazioni, dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al BOSE ecc.
Dal 2008 sono Product Manager del prodotto leader nel mondo per la programmazione radio-televisiva MUSIC MASTER.
Nel 2011 costruisco assieme ad Alessandro Bellicini il progetto digitale di GOLF TODAY e in seguito per le testate AMADEUS e SCI. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore PUBLIMASTER per le testate GOLF&TURISMO e SCIARE. Nel 2021 fondiamo la 3Mind che realizza il progetto NOTIZIE GOLF che poi lascio nel 2022.
Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un Triathleta! Un cancro nel 2019 avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto oncologico di Udine sono ancora qui, con il mio tumore, a raccontare un'altra storia.
Obiettivi futuri? Un Iroman prima dei 60 anni e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare la radio libera! Lo so, sono progetti utopistici, ma bellissimi.