Luca Vida: Faccio RUMORE perché le discriminazioni non rimangano invisibili!

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Luca Vida: Faccio RUMORE perché le discriminazioni non rimangano invisibili!
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Luca Vida: Faccio RUMORE perché le discriminazioni non rimangano invisibili!

Udinese di adozione, friulano di nascita, ma argentino per discendenza, è un catalizzatore suo malgrado.

Amante della buona cucina e della convivialità, ama leggere, e segue con interesse le serie Tv.

Generoso e leale, protegge le persone che ama. Orgoglioso ma prudente, ama le sfide, ed è determinato nei suoi obiettivi. Lui non cerca la ribalta, ma la sostanza delle cose.

Luca Vida, quante anime vivono dentro il presidente di Arcigay?

Io non so se sono in grado di contarle. Sono una persona come tante altre, piena di pregi, difetti e contraddizioni. Sono tante cose.

Lei è una persona d’azione per natura, o per necessità?

Dare una risposta univoca è un po difficile. Ci sono dei momenti in cui, nonostante magari non pensassi di avere determinate risorse, mi sono rimboccato le maniche. Quindi necessità. Delle volte invece, in cui magari mi sono sopravvalutato, l’azione non è stata così efficace come avrei voluto.

Qual’è la missione principale di Arcigay?

Arcigay è un’associazione che vuole un po’ cambiare la società. La nostra è una lotta intersezionale perché i diritti umani e sociali non sono spacchettabili. Noi lottiamo l’omo lesbo bi transfobia ma lottiamo anche per altre discriminazioni che riceviamo. Noi vogliamo quello che dice l’articolo tre della Costituzione: il pieno sviluppo delle persone.

Che significato ha per lei la famiglia?

Non si dovrebbe parlare di famiglia quanto di famiglie? Credo che ogni persona abbia diverse famiglie, no? Io credo che dovremmo parlare di famiglie e credo anche che ogni persona debba essere libera di scegliere qual è la sua famiglia o le sue famiglie, e che queste debbano essere riconosciute non solo dalla società.

“Come si cambia per non morire”, di Fiorella Mannoia, sembra il titolo giusto per VillaCarrà!

Si, VillaCarrà è un progetto resiliente. Credo che la resilienza sia una delle qualità che la vita mette noi persone queer. Davanti alle difficoltà un progetto come Villa Carrà è cambiato. L’accoglienza anziché essere in un’unica casa, è diventata l’accoglienza diffusa. Questa rimodulazione di Villa Carrà ci ha permesso di vedere anche quanto possano essere generose delle famiglie friulane e quanto sia bello vedere queste famiglie che accolgono e fanno diventare parte di esse delle persone estranee solamente perché hanno bisogno. È stata un’esperienza molto toccante.

Con le unioni civili si è fatto un passo avanti, mentre con le adozioni?

Sì, con le unioni civili si è fatto sì un passo avanti perché c’è un riconoscimento. Ma la cosa che mi ferisce maggiormente delle unioni civili appunto è che lo Stato non ci voglia definire famiglia. Per quanto riguarda le adozioni purtroppo non è possibile ancora per una coppia unita civilmente adottare.

L’amministrazione di Udine ieri era ostile; Oggi?

Oggi è molto più collaborativa, molto più aperta al dialogo. L’Amministrazione di Udine ha fatto i passi per entrare nella rete READY che la rete per le discriminazioni, per orientamento sessuale identità di genere cosa che la precedente aveva distrutto no un lavoro fatto da chi c’era ancora prima come.

Come ha affrontato e superato le difficoltà che la società le ha messo di fronte?

Io vengo fuori da una famiglia molto religiosa, quindi per me è stato molto importante il liberarmi da quel senso di colpa per ciò che sono e il sentirmi sbagliato. E quindi le difficoltà si superano anche tramite il cambiamento. Probabilmente la persona che sono oggi non ci sarebbe, se non fosse stato per queste difficoltà.

“Facciamo RUMORE”, rappresenta uno slogan, o un azione indispensabile per rendere nota una situazione insostenibile?

Non è un semplice slogan. C’è la necessità di far rumore perché molto spesso alcune discriminazioni rimangono invisibili. Questo progetto vuole smuovere le coscienze delle persone tramite delle storie, delle storie vere, volti veri, nomi veri. Sono storie che purtroppo assomigliano a tante altre storie che ho sentito. Non sono casi isolati.

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Cos’è VillaCarrà:

VillaCarrà è una casa rifugio dove trovare riparo e accoglienza, ma anche in cui poter ricostruire e far ripartire la propria vita in piena autonomia. Il progetto Villa Carrà si rivolge a persone LGBTQIA+ vittime di violenza e/o in situazioni di vulnerabilità a causa della propria identità sessuale.

Cos’è Facciamo RUMORE:

“Facciamo RUMORE” è la campagna di sensibilizzazione che Arcigay Friuli, attraverso il progetto di accoglienza Villa CARRA’, lancia sul territorio regionale per sensibilizzare la popolazione su problematiche specifiche che le persone LGBTQIA+ vivono quotidianamente sulla propria pelle e invitare a queste a non rimanere in silenzio, a denunciare pubblicamente.


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la voce sintetica di Vittorio, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla!

A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 sono a lavorare per RADIO ITALIA NETWORK.
Ideatore del programma radiofonico techno MASTER QUICK tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi: il più famoso è BARRACA DESTROY.
Divento Direttore Artistico di RADIO ITALIA NETWORK nel 1996 e fui il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero avvenire attraverso i computer.
Nel 2000 approdo alla casa discografica HIT MANIA in qualità di direttore generale lanciando il fenomeno LUNA POP.
Nel 2001 ritorno alla radio e seguo lo start up del progetto RADIO LIFE GATE.
Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company e parallelamente entro nel mondo del fitness ottenendo diverse certificazioni, dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al BOSE ecc.
Dal 2008 sono Product Manager del prodotto leader nel mondo per la programmazione radio-televisiva MUSIC MASTER.
Nel 2011 costruisco assieme ad Alessandro Bellicini il progetto digitale di GOLF TODAY e in seguito per le testate AMADEUS e SCI. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore PUBLIMASTER per le testate GOLF&TURISMO e SCIARE. Nel 2021 fondiamo la 3Mind che realizza il progetto NOTIZIE GOLF che poi lascio nel 2022.
Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un Triathleta! Un cancro nel 2019 avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto oncologico di Udine sono ancora qui, con il mio tumore, a raccontare un'altra storia.
Obiettivi futuri? Un Iroman prima dei 60 anni e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare la radio libera! Lo so, sono progetti utopistici, ma bellissimi.