MORE THAN JAZZ: Diario di bordo #5 – All’ancora
E questa è una puntata un po’ particolare del nostro podcast More Than Jazz. Abbiamo viaggiato molto, in questo mese che sta per concludersi, abbiamo disegnato rotte nei pentagrammi dei transiti atlantici, il titolo programmatico di questa edizione del festival.
E ci siamo fatti muovere dai venti, i più disparati, dai zefiri agli uragani. E l’abbiamo tenuta la rotta, senza privarci nemmeno dell’incertitudine di trovarsi nel mare grande, nell’oceano, tra onde appassionanti, anche pericolose, intriganti, misteriose.
Ed ora, ci fermiamo un po’, gettiamo l’ancora in un porto sicuro, e ci raccontiamo quel che è stato, in particolare la settimana scorsa, che ha visto ben tre concerti di fila. Dialoghi sonori, tra nuove generazioni di musicisti a confronto con una stella, polare, come l’abbiamo nominata. Sto parlando di Miguel Zenon, sassofonista portoricano che ha suonato insieme con l’EU New Gen 26, e poi c’è stata la JM Jazz World Big Band. Insomma, ragazzi, tanta roba.
Ma andiamo un po’ indietro e ascoltiamo le impressioni, adesso, di Piero Cozzi, anche lui sassofonista, parte della Triade Popular Brasilera, composta, oltre che da lui, da Ramiro Pinheiro, voce e chitarra, e Pedrihno Augusto, alle percussioni. Si sono esibiti alla Corte di Palazzo Morpurgo, l’11 luglio. Eccolo che ci racconta le sue impressioni.
Grazie a Piero Cozzi abbiamo fatto un concerto con la Triade Popular Brasilera e ci siamo divertiti tantissimo, molto bella, il posto è bello, il pubblico mi pare che ha risposto molto bene, si sentiva benissimo grazie a Bruno Di Gleria e a Stefano Amerio che hanno messo a disposizione l’equipaggiamento per il suono, bellissimo. E direi insomma che è andato tutto molto bene, noi siamo più che soddisfatti.
È una costante dei nostri ospiti, l’evidenza della qualità (emotiva e tecnica), nelle iterazioni sia con il pubblico che con i tecnici audio. Cita infatti Bruno Di Gleria e Stefano Amerio, due anime del suono perfetto, collaboratori preziosissimi, insostituibili. Anche questo è More Than Jazz.
Ascoltiamo ora il bassista Emanuele Macculli, studente, ma già maestro, della St Louis College di Roma, che ci racconta della Masterclass, proprio con la EU New Gen 26 e con la star Miguel Zenon.
Adrenalina a mille perché giustamente la preparazione da parte di ognuno di noi è stata abbastanza importante anche nell’ultimo mese. Abbiamo fatto un lavoro importante su questo tipo di musica, che è una musica davvero complessa. Penso che ognuno di noi non si è mai trovato a dover affrontare musica davvero così particolare e complessa. È stato incredibile suonare con Miguel Zenón, e anche poterlo accompagnare nei suoi assoli assurdi è stato davvero wow.
Sicuramente anche l’esperienza del primo concerto, quello appunto tra noi ragazzi, tra noi studenti, è stato anche molto bello perché come dicevo prima è stata un’esperienza umanamente gratificante per aver conosciuto anche dei colleghi, e non solo colleghi, ora posso dire anche amici. In tre giorni abbiamo stretto un bellissimo rapporto, sono delle persone fantastiche, oltre che essere musicisti incredibili. E non è scontato, perché in una situazione del genere ti puoi trovare davvero chiunque. E avere a che fare con gente così bella è stato davvero assurdo. Anche preparare, sottoporre i nostri brani reciprocamente, lavorare in un contesto in cui non ci si conosceva e che man mano è diventato sempre gradualmente più agevole, diciamo, è stato unico anche quello.
Amici, colleghi, conoscenze, sorprese. Abbiamo sentito, insomma, è il potere della musica, un’arte senza eguali.
E chiudiamo con lui, ovvero Miguel Zenon, che ci dà le sue impressioni a seguito di un concerto alla Cavallerizza di Udine, che non dimenticheremo.
È proprio con la sua voce che vi saluto, stavolta mi presento alla fine del podcast, Alessio Screm, onorato di far voce narrante di More Than Jazz. Buon vento a tutti!
È stata davvero una bella esperienza. Sai, faccio spesso questo tipo di incontri e di masterclass, e ogni volta è diversa. Molto dipende dal livello dei musicisti, dal loro atteggiamento, ma anche da quanto tempo dedicano allo studio, alla pratica e alla preparazione. In questo caso ho trovato un gruppo di persone non solo molto disponibili e piacevoli con cui lavorare, ma anche estremamente professionali e, naturalmente, molto talentuose. Per questo l’esperienza è stata davvero molto positiva. È andato tutto nel migliore dei modi.
Udine mi è piaciuta tanto. Avrei voluto avere più tempo, ma succede quasi sempre così. Sono comunque riuscito a fare una passeggiata in centro, a scattare qualche foto e a comprare alcuni souvenir. Spero che sia un buon motivo per tornare.
È stato bellissimo suonare questa sera, così come lo era stato ieri. Mi è piaciuto poter incontrare pubblici diversi: quello della città e quello dei luoghi più decentrati. Credo profondamente nel potere della musica e nella sua capacità di offrire alle persone nuove esperienze culturali. Per questo penso che iniziative come questa siano davvero importanti per la società. E sono molto felice che così tante persone abbiano potuto partecipare e vivere questa esperienza.
More Than Jazz è un podcast scritto e condotto da Alessio Screm.
La direzione artistica è di Ermanno Basso, la direzione tecnica di Stefano Amerio, il project management di Federico Mansutti, la produzione di Sara Bronzin, la mediazione culturale di Giorgia Santoro, la comunicazione e la grafica di Michela Marzona.
More Than Jazz, il viaggio tra artisti, pubblico e luoghi della musica è un podcast di SimulArte, prodotto da Udine Podcast.

