Marzia Pinto: “La mia destinazione è vista mare, da dove posso vedere il percorso fatto”

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Marzia Pinto: "La mia destinazione è vista mare, da dove posso vedere il percorso fatto"
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Marzia Pinto: “La mia destinazione è vista mare, da dove posso vedere il percorso fatto”

Tenace, possiede un ottimo senso critico che l’aiuta a valutare attentamente situazioni e persone. Dotata di un’intelligenza vivace, è socievole e cordiale, ma stringe rapporti di confidenza solo con poche persone, alle quali è profondamente legata. Con una mente pratica e analitica, è abile nel trovare soluzioni originali.

Marzia Pinto, lei è cresciuta a Milano a pane e marketing. Che esperienza è stata?

Quella di Milano è stata indubbiamente un’esperienza per me totalizzante, nel senso che è stata la mia esperienza, la mia prima esperienza fuori casa, la mia prima esperienza professionale. Quindi è stata un’esperienza che mi ha arricchito molto da un punto di vista personale e indubbiamente mi ha dato un metodo di lavoro. Mi ha insegnato a lavorare perché è stata appunto la mia prima esperienza lavorativa e mi ha insegnato a rispettare le gerarchie, a rispettare i ruoli e a rispettare le altre professionalità. Quindi un’esperienza che consiglierei a tutti e che rifarei domani.

Da specialista della comunicazione, che strategia suggerisce per diffondere il rispetto?

Se avessi la strategia l’avrei già ampiamente diffusa, perché c’è molto bisogno di suggerire un po’ di rispetto in questo periodo storico. La strategia che suggerisco, un po quella che cerco di applicare con mio figlio, è ed è quella dell’esempio. La cosa migliore che possiamo fare per aumentare un po’ il livello di rispetto e cominciare veramente a dare degli esempi virtuosi soprattutto alle nuove generazioni, ma in generale, a cominciare dal nostro piccolo, ad essere noi per prima di tutti rispettosi nei confronti degli altri, nei confronti in generale del mondo, della vita, delle cose.

Cosa la spinge a porsi sempre obiettivi ambiziosi, e a mettere l’asticella così in alto?

Questo me lo chiedo anch’io tutti i giorni. Penso sia un retaggio di una me adolescente con un altissimo senso di responsabilità nei confronti della famiglia, nei confronti un po’ della vita. Però alla fine sono cresciuta pensando che sia in qualche modo normale dover dare sempre il meglio di sé stessi per raggiungere dei traguardi, appunto, ambiziosi. E quindi mi è rimasto mi sa questo vizio.

Perché si definisce una Fan di Udine?

Innanzitutto perché dopo la mia esperienza di Milano ho voluto con tutta me stessa rientrare a Udine tornare a Udine ci sono nata è la città che amo che mi rappresenta. È una città in cui si vive bene, ti permette di poter coniugare la vita privata e quello che è insomma la sfera personale di ciascuno di noi con dei livelli comunque lavorativi che forse vengono un po’ sottovalutati ma che in realtà ci sono come eccellenze, insomma, sul territorio.

Paragonando la sua vita ad un viaggio, ci dice qual’è la destinazione finale?

Allora intanto è una destinazione vista mare e poi una destinazione da cui si veda effettivamente il viaggio fatto, perché effettivamente poi il percorso che ti porta alla destinazione finale, quello che che fa di te quella che sei e quindi poterlo vedere dall’alto ad un certo punto non mi dispiacerebbe.

Lei sembra non aver paura dei cambiamenti. Qual’è il suo antidoto?

Ma l’antidoto è rendersi conto che la vita è cambiamento continuo, nel senso che la vita è fatta, è costellata di cambiamenti. Quindi abbiamo due possibilità o gli diamo contro, o ci andiamo incontro. Io scelgo di andarci incontro al meglio che posso, non sempre totalmente senza paura, ma convinta che insomma, i momenti “Sliding Doors” della vita come li chiamo io, siano quelli che poi ci arricchiscono.

Crede che oggi ci sia sufficiente consapevolezza femminile?

C’è sicuramente una nuova consapevolezza femminile, ma non è sufficiente. È un argomento di cui bisogna parlare ancora con le nuove generazioni. Ma anche per quanto riguarda la mia generazione è un tema che deve essere affrontato con consapevolezza, prefiggendosi obiettivi che siano raggiungibili, tenendo conto anche del background di secoli che abbiamo alle spalle. Quindi meglio obiettivi magari più piccoli ma raggiungibili, verso cui andare con un passo più sicuro.

Perché, un uso inclusivo e consapevole del linguaggio, cambierebbe le nostre vite?

Perché il linguaggio è l’arma più potente che abbiamo e va utilizzato con consapevolezza e perché parte anche da lì, il fatto di dare il buon esempio, e quindi utilizzare e cambiare il nostro modo di esprimerci, anche quello che ormai è radicato in noi, perché appunto rimane da generazioni nei modi di dire, diventa veramente molto importante riuscire a porci un po di attenzione, a modificare questo nostro modo di esprimerci per essere più rispettosi e più inclusivi nei confronti di tutti.


UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la voce sintetica di Vittorio, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.

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Se indossi una maschera che funziona, è ora di cambiarla!

A 18 anni entro a far parte dello staff di una radio locale e nel 1989 sono a lavorare per RADIO ITALIA NETWORK.
Ideatore del programma radiofonico techno MASTER QUICK tra il 1992 e il 1995 produco alcuni dischi: il più famoso è BARRACA DESTROY.
Divento Direttore Artistico di RADIO ITALIA NETWORK nel 1996 e fui il primo in Italia a credere che la gestione e la messa in onda della radio dovessero avvenire attraverso i computer.
Nel 2000 approdo alla casa discografica HIT MANIA in qualità di direttore generale lanciando il fenomeno LUNA POP.
Nel 2001 ritorno alla radio e seguo lo start up del progetto RADIO LIFE GATE.
Dal 2002 al 2007 mi occupo di consulenza artistica per agenzie pubblicitarie e web company e parallelamente entro nel mondo del fitness ottenendo diverse certificazioni, dal Pilates al Rowing, dallo Spinning al BOSE ecc.
Dal 2008 sono Product Manager del prodotto leader nel mondo per la programmazione radio-televisiva MUSIC MASTER.
Nel 2011 costruisco assieme ad Alessandro Bellicini il progetto digitale di GOLF TODAY e in seguito per le testate AMADEUS e SCI. Nel 2019 portiamo il know-how all’editore PUBLIMASTER per le testate GOLF&TURISMO e SCIARE. Nel 2021 fondiamo la 3Mind che realizza il progetto NOTIZIE GOLF che poi lascio nel 2022.
Lo sport ha preso il sopravvento e sono diventato un Triathleta! Un cancro nel 2019 avrebbe potuto fermare tutto, ma grazie al reparto oncologico di Udine sono ancora qui, con il mio tumore, a raccontare un'altra storia.
Obiettivi futuri? Un Iroman prima dei 60 anni e costruire una palestra radiofonica dove insegnare ai ragazzi a fare la radio libera! Lo so, sono progetti utopistici, ma bellissimi.